Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Milleproroghe: 7 milioni a Radio Radicale. Infuria la polemica

Milleproroghe: 7 milioni a Radio Radicale. Infuria la polemica

I fondi a Radio Radicale – Il decreto Milleproroghe, appena approvato dal governo, prevede tra le altre cose, lo stanziamento di 7 milioni di euro a Radio Radicale, provocando l’ira delle testate giornalistiche come l’Unità e il Manifesto.
Il provvedimento, infatti, prevede anche “una riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista dalla legge 416 sull’editoria”.
No, non siamo affatto contenti. L’idea di passare per quelli che tolgono il pane ai colleghi della carta stampata non ci piace affatto”, ha subito tagliato corto Paolo Martini, direttore di Radio Radicale.
Non lo consideriamo affatto un diritto acquisito non vogliamo l’esclusiva per i servizi parlamentari. Se allo Stato interessa il servizio, noi siamo in grado di fornirlo. Abbiamo cominciato nel 1979 rubando il segnale della Camera, poi abbiamo chiesto che fosse bandita una gara. Bene, nel 1994, quando è stata indetta, siamo stati gli unici a presentarci”.
E sulla Rai, che è il servizio pubblico per eccellenza, Martino continua: “Certo c’è Gr Parlamento, ma costa molto di più di Radio Radicale per 12 ore di trasmissione al giorno contro 24. In più noi abbiamo un archivio on line che, senza falsa modestia, non ha eguali. Ripeto, se allo Stato interessa il nostro servizio, noi siamo in grado di fornirlo. Altrimenti ne possiamo fare a meno”.

La protesta dei quotidiani – Le parole di Martino non evitano la polemica: “Un decreto molto radicale”, era il titolo de L’Unità di qualche giorno fa, “il pacco è per noi. La radio di Pannella al fondo editoria già attinge in quanto organo di partito per le trasmissioni non in convenzione. Due vesti, un unico fondo. Una condizione assolutamente unica nel già disomogeneo mondo dell’informazione italiana”.

Matteo Oliviero