Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Monti: il Partito Democratico va in frantumi?

Monti: il Partito Democratico va in frantumi?

Al prossimo congresso del Partito Democratico, statuto alla mano, mancano ancora quasi due anni; la rielezione del segretario nazionale, infatti, è fissata per l’autunno del 2013.
La sensazione, però, è che già in queste settimane il clima all’interno del PD sia rovente, al punto da far vivere una sorta di congresso permanente, che dovrà concludersi con il prevalere di una parte che, saltando ogni mediazione, finirà per mettere fuori gioco (e fuori dal partito?) la minoranza.
Di fronte alle grandi sfide che la crisi economica pone davanti all’Italia, infatti, o ha ragione Stefano Fassina– responsabile economia del PD – o ha ragione il vicesegretario Enrico Letta, o il PD, quindi, sceglie il patto con il candidato socialista alle presidenziali francesi Hollande o decide di seguire le indicazioni della BCE; il “ma anche”, questa volta, non è contemplato.

Riecco Veltroni – In un’intervista rilasciata a “L’Espresso”, l’ex segretario del PD Walter Veltroni, primo manovratore dell’area moderata che vorrebbe silurare Bersani per spostare il partito sulle posizioni di Confindustria e dei banchieri europei, è tornato a criticare la foto di Vasto, colpevole di “aver messo in campo lo schieramento prima dei contenuti”.
E, soprattutto, di aver escluso le forze centriste del Terzo Polo.
“C’è un eccesso di domanda nei confronti di Monti. – si legge ancora nell’intervista – Al premier viene chiesto di fare tutto: salvare l’Italia, evitare il tracollo, scrivere in pochi mesi riforme che attendono da decenni. La politica è molto esigente con Monti dopo essere stata pochissimo esigente con se stessa”.

Rossi: basta con il “mercato” – A discostarsi fortemente dalle politiche del governo di Mario Monti è, invece, il governatore della Toscana Enrico Rossi, che già aveva partecipato, nei mesi scorsi, ad una convention organizzata proprio da Stefano Fassina.
“La manovra andava approvata ma e’ iniqua, le liberalizzazioni vanno bene, le aspettiamo, ma non bastano. Questo governo ha una ideologia che affida al mercato tutto quanto e invece non basta il mercato, ci vogliono investimenti pubblici, riforme. – ha spiegato Rossi nella conferenza stampa di fine anno – In ogni caso il nuovo assetto politico a livello nazionale non produrra’ cambiamenti di maggioranza in Toscana”.
Dove Rossi governa, con un equilibrio molto spostato a sinistra, con l’appoggio, oltre che del Partito Democratico, dell’Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista, del Partito dei Comunisti Italiani e dei Verdi.

Mattia Nesti