Amnesty International: La liberazione dei prigionieri di coscienza

Prigionieri politici e di coscienza. Ancora oggi sono innumerevoli i cosiddetti prigionieri politici e di coscienza, persone che non accettano le vessazioni di un potere dispotico e che, per questo, vengono incriminate di qualsiasi reato affinchè possano essere rinchiuse in carcere ma, soprattuto, allo scopo di imbrigliare la loro “scomoda parola”. La repressione della libertà di pensiero da parte di governi criminali però, infiamma le coscienze di chi lotta per il rispetto dei diritti umani e, proprio la reazione all’oppressione da parte dell’opinione pubblica, degli attivisti, delle organizzazioni non governative, etc.,  ha permesso la liberazione, nell’ultimo anno, di tanti dissidenti politici. In particolare, sono molti  i prigionieri di coscienza “adottati” da Amnesty International che per anni si è battuta, e continua a battersi,  per la loro liberazione da detenzioni ingiuste e che documenta la scarcerazione di tanti dissidenti politici nel mondo.

Tunisia. Circa un anno fa sono stati liberati tutti i prigionieri politici e di coscienza in Tunisia. Tra di loro c’erano il giornalista Fahem Boukadous e l’attivista Hassan Ben Aldallah, arrestati con l’accusa di “appartenenza a un’associazione criminale” e condannati a quattro anni di carcere in seguito a un processo iniquo. La liberazione dei prigionieri poilitici e di coscienza ha rappresentato un grande passo avanti verso la democrazia e la libertà di pensiero e di espressione in tutti i Paesi del Nord Africa.

Cuba. Dopo otto anni di detenzione, è stato scarcerato il dissidente Guido Sigler, accusato nel 2003 di “reati d’opinione”. Successivamente sono stati  rimessi in libertà altri 4 prigionieri di coscienza, Hector Maseda, Angel Moya, Felix Navarro e José Ferrer, condannati dai 20 ai 25 anni di carcere per “reati contro la sicurezza e l’indipendenza del Paese”.

Federazione russa. Dopo più di due anni di detenzione, Aleksei Sokolov, fondatore di un’organizzazione non governativa per i diritti umani, è tornato in libertà. Nel 2009 era stato condannato in seguito alle false accuse di furto e rapina.

Iran. Manifestare la propria opposizione per le elezioni presidenziali tenute nel giugno 2009 in Iran, ha comportato per diversi dissidenti politici la detenzione, la tortura e in alcuni casi anche la morte. Solo cinque mesi fa, in occasione della fine del Ramadan, la Guida Suprema Ali Khamemei, ha graziato circa 70 prigionieri di coscienza e prigionieri politici.

Myanmar. Circa due mesi fa oltre 200 prigionieri politici e di coscienza sono tornati in libertà a seguito di un’amnistia disposta dal governo. Tra di loro l’attivista studentesco Zaw Htet Ko Ko, il noto attore Zarganar e la sindacalista Su Su Nway.

Azerbaigian. Da anni, il noto giornalista Eynulla Fatullayev, era in carcere in seguito alla condanna per diffamazione e terrorismo unicamente a causa dei suoi articoli. Finalmente è arrivata anche per lui la liberazione. Ora però, se si vorrà proseguire nella lotta per il rispetto dei diritti umani, bisognerà passare dalla scarcerazione concreta di alcuni “fortunati” alla scarcerazione di tutta la società da un pensiero violento e segregante.

Giovanna Fraccalvieri