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Bersani: Merkel e Sarkozy non ci affossino

Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è tempo di bilancio di fine anno. In un’intervista rilasciata oggi a Youdem il democratico ha dato fondo a osservazioni severe su quanto fatto dal precedente governo, sottolineando l’esigenza di concertare una strategia di “uscita” (dalla crisi) comune a tutta l’Europa. “Sarkozy e Merkel – ha sostanzialmente auspicato Bersani – adesso non ci affossino”.

La luce in fondo al tunnel – “Il 2012 sarà un anno difficile, ma spero in una inversione di tendenza. Spero che si veda la luce“. Pier Luigi Bersani non si fa illusioni e – ai microfoni di Youdem – sceglie di optare per un’analisi realistica della situazione. “L’Italia nel 2011 ha corso rischi mortali – ha ricordato il democratico – Mentre spargevano melassa e favole a buon mercato, l’Italia andava verso la Grecia. Noi non facevamo propaganda, dicevamo la verità”.

Il messaggio all’Europa – Una situazione insostenibile, che ha condotto all’inevitabile cambio di passo. “Il mondo – ha spiegato Bersani – ha percepito un passaggio di fase nel nostro Paese, basta vedere il linguaggio. Il mondo ha davanti un’Italia che ha preso atto dell’enorme problema che ha di fronte e del precipizio che ha davanti. Adesso l’Italia ha bisogno di reciprocità – ha aggiunto – noi ci predisponiamo a non affossare l’Europa e il mondo, ma a questo punto l’Europa di Merkel e Sarkozy – ha scandito il leader del Pd – si predisponga a non affondarci tutti, mondo compreso”.

Verso il tratto sociale – Un monito che il segretario dei democratici ha voluto levare per ribadire l’importanza di approntare una strategia sovranazionale capace di traghettare i Paesi investiti dalla crisi fuori dalla tormenta. E riportando lo sguardo all’interno: “Non abbiamo la maggioranza in Parlamento e non pretendiamo che il governo faccia il 100% di quello che faremmo noi – ha detto Bersani – ma andremo avanti cercando di segnare quest’anno con un tratto sociale perché l’Italia è in una fase difficilissima”.

Equità e coesione – “Noi saremo quelli che ricorderanno che l’esigenza di cambiamento si deve collegare alla coesione – ha continuato il democratico – e che questa equità di cui tutti parlano significa che, nel passaggio difficile, si sta più vicino a chi ha maggiori difficoltà”. Interpellato, infine, sul delicato capitolo delle alleanze, il segretario del Pd è tornato a sconfessare le accuse mosse al suo partito.

Un patto responsabile – “Un conto è fare uno più uno nella critica, tenere l’elastico delle posizioni – ha spiegato Bersani – altro è parlare di inciucio o tradimento. Le parole vanno soppesate, ciascuno di noi è di fronte a una prova di responsabilità. La nostra proposta a moderati e progressisti è per un patto di legislatura di ricostruzione – ha puntualizzato il numero uno del Pd – Vediamo chi ci sta. Si dice che il Pd deve scegliere, ma sono due anni che abbiamo scelto, adesso sono gli altri che devono scegliere”.

Maria Saporito







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