Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Bossi spara a zero su Napolitano: L’è un terun

Bossi spara a zero su Napolitano: L’è un terun

Un Umberto Bossi scatenato ha partecipato ieri sera a un comizio della Lega organizzato nel palazzetto di Albino (Bergamo). Il bersaglio numero uno del Senatur è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale Bossi ha rimproverato l’insistenza sui festeggiamenti per il 150simo anniversario dell’unità d’Italia e attribuito la responsabilità di un governo che ai leghisti non piace affatto.

Le accuse a Napolitano – “Il presidente della Repubblica è venuto a riempirci di tricolori sapendo che non piacciono alla gente del Nord”. Il leader del Carroccio, Umberto Bossi, ha scelto ieri di indirizzare le sue “punture” più ficcanti all’inquilino del Quirinale, Giorgio Napolitano. Un je accuse che il leghista ha declinato senza sosta, assestando una serie di “stilettate” al fianco del capo dello Stato.

Un terun al Quirinale – “L’attuale governo – ha ricordato Bossi – è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo”. E a chi gli ha ricordato le origini partenopee di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun“, ha chiosato il capo dei leghisti. Non sono mancati i momenti di bassa trivialità come quello in cui il Senatur, incitando i militanti a tributare un saluto a Giorgio Napolitano, ha provocato il levarsi di fischi e cori da stadio.

Berlusconi con la sinistra – Tra i destinatari prediletti, l’attuale presidente del Consiglio: “Monti vaffanculo”, hanno intonato i supporter del Carroccio, che hanno dato il la alla scomposta reazione di Bossi: “Magari gli piace”, ha detto ridendo l’ex ministro. Quanto a Silvio Berlusconi: “Ormai fa quello che dice la sinistra – ha tagliato corto il padano – L’ho visto a Roma, in Parlamento, e basta. Del resto lui è con la banda di sinistra e con Monti”.

Padania sarà – Ma il gran finale è stato riservato alla manifestazione del prossimo 22 gennaio organizzata per ribadire il no secco del Carroccio al governo dei tecnici: “Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che, con le buone o le meno buone – ha tuonato Bossi – Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle. Ci sono momenti in cui la battaglia è decisiva – ha concluso – liberi o schiavi”.

Maria Saporito