Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Monti non convince e ignora il Parlamento

Monti non convince e ignora il Parlamento

L’Italia è al sicuro. O, almeno, lo è quanto basta per non rendere necessarie nell’immediato nuove manovre “lacrime e sangue”.
Questa la tesi sostenuta dal governo dei tecnici e, nella conferenza stampa “fiume” di ieri, ribadita anche dal Presidente del Consiglio Mario Monti; una tesi che, tuttavia, ha lasciato perplessi i più, essendo accompagnata da tanti “se” e troppi “ma”, e lasciando così presagire che, a seconda di come si sveglierà la Banca Centrale Europea nei prossimi giorni, non sono da escludere nuovi provvedimenti restrittivi.

Monti: nessuna manovra a Pil invariato – In serata, a fronte delle polemiche che si sono rincorse per tutta la giornata, lo stesso Monti ha voluto ribadire che “nessuno deve pensare che occorra un’altra manovra, nel senso classico della restrizione”.
Non sono passate inosservate, però, le dichiarazioni del premier nella conferenza stampa della mattina, quando ha spiegato che nessuna ulteriore manovra sarà necessaria “a Pil invariato”.
Una condizione quanto mai pericolosa per un Paese che, come l’Italia, si avvia a entrare in una fase di recessione – le stime più ottimistiche parlano di un calo del 2% del Pil nel 2012 – che sarebbe ulteriormente aggravata da provvedimenti simili a quelli presi dal governo nelle ultime settimane.

Confronto con il Parlamento – In futuro, in ogni caso, per qualsiasi decisione che Monti vorrà prendere – si tratti di una nuova manovra o di presunte misure per la crescita – diventerà sempre più ineludibile il confronto con il Parlamento, fino ad oggi derubricato a pura formalità, in nome dell’emergenza e delle pressioni dei mercati e dell’Europa.
Tutti i partiti – fatta eccezione per il Terzo Polo di Casini e Fini – non sono, infatti, più disposti a votare a scatola chiusa i provvedimenti scritti dai tecnici, decisi – almeno in parte – a tenere in vita ciò che resta della democrazia nostrana, sempre più commissariata da poteri e personaggi mai eletti da nessuno.
Siamo aperti ai contributi di tutti coloro che vorranno rendere la navigazione dei provvedimenti più spedita. – ha spiegato in serata il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Giampaolo D’Andrea – Certamente la natura stessa dei provvedimenti aiuterà nella ricerca di convergenze: si farà ricorso al decreto ove necessario per le materie che richiederanno una procedura di urgenza”.
Come a dire che, tutto sommato, se i partiti hanno qualcosa da dire al governo toccherà di ascoltarli ma, alla fine, tutto è deciso e niente si può discutere.

Mattia Nesti