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Turchia, civili uccisi per errore. Pkk: Reagire contro questo massacro

Continuano le polemiche in Turchia per la strage di civili compiuta dall’aviazione turca nel corso di un raid, che doveva colpire obiettivi militari – nella fattispecie presunti ribelli curdi, dal governo considerati a tutti gli effetti terroristi – e che invece si è rivelato un massacro di lavoratori.
Nonostante le scuse ufficiali offerte dal premier turco Tayyep Erdogan che ha espresso le proprie condoglianze ai familiari delle vittime, la tensione rischia di salire come non succedeva da tempo.
Il Pkk, il partito dei lavoratori curdi, considerato fuorilegge non solo dal governo di Ankara ma anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, ha lanciato un appello ai propri sostenitori affinché reagiscano contro quello che è stato interpretato come l’ennesimo sopruso nei confronti della minoranza curda.
Con un comunicato riportato dall’Ansa, uno dei leader del movimento, che dalla metà degli anni ottanta combatte per l’indipendenza della regione sud-orientale del Kurdistan turco, ha dichiarato: “Rivolgiamo un appello al popolo del Kurdistan, in particolare quello di Hakkari e Sirnak, a reagire contro questo massacro e a chiederne conto ai suoi autori“.

Sepolture – Intanto, sono stati sepolti oggi i corpi delle 35 persone che ieri sono state uccise dai droni turchi. Si trattava di ragazzi di età comprese tra i 16 e i 20 anni, impegnati nel contrabbando di benzina e sigarette.
Le cerimonie funebri si sono svolte in un’atmosfera molto tesa: al dolore dei familiari si è unita la rabbia nei confronti della negligenza dell’aviazione turca. In tanti quelli che hanno urlato “Erdogan assassino“.

Simone Olivelli