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31 Dicembre: il giorno dei buoni propositi

Il 31 Dicembre è, da tempo, il giorno dei “buoni propositi”. Sono molti coloro che, nel giorno di San Silvestro, si cimentano nella sempreverde dichiarazione d’intenti da proporre solo ed esclusivamente a se stessi (o, visti i tempi, a qualche pettegolo social network). Nel corso della storia umana di eventi significativi se ne sono susseguiti molti in questo giorno.

La storia nel 31 Dicembre – Ogni giorno di vita è un giorno di storia; durante ogni minuto che trascorriamo sul pianeta Terra abbiamo il privilegio di assistere alla storia che si crea, che tesse la propria tela infinita. Era il trentuno dicembre del 1687 quando i primi Ugonotti, allora ancora noti ai più con l’appellativo di “protestanti francesi”, lasciarono la Francia e si diressero verso il capo di Buona Speranza: che avessero anche loro dei buoni propositi da rispettare? Sicuramente, più che propositi, Thomas Edison aveva idee geniali e significative, come quella della lampada ad incandescenza, che fu mostrata in pubblico per la prima volta il trentuno dicembre del 1879. Era, forse, più intimorito che incuriosito dall’anno venturo Boris Yeltsin, poiché fu proprio nel giorno di San Silvestro del 1999 che decise di dimettersi dal suo ruolo di Presidente della Russia. A sostituirlo fu il ben noto Vladimir Putin.

L’anno nuovo – Fra buoni propositi e paure infondate riguardanti la presunta fine del mondo prevista dai Maya, l’anno nuovo sta per cominciare. Forti più delle nostre potenzialità e della nostra volontà più che di idee evanescenti, dovremmo cedere di fronte al fatto che siamo noi i responsabili del nostro destino, e che quest’anno (fatta eccezione per tutti quegli eventi di cui non siamo la causa) sarà semplicemente… come decideremo noi che sia. Fa paura pensarsi padroni della propria vita e delle proprie scelte? Si potrebbe, in questo caso, parlare al proprio “io” con una filastrocca per bambini: quelle funzionano quasi sempre.

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

(“L’anno nuovo”, Gianni Rodari)

M. C.