2012 e crisi. Sciopero della fame a Montecitorio

Capodanno 2012, Piazza Montecitorio. Mentre Roma è stata in festa tutta la notte nelle piazze principali, dove si accatastano resti di bevute collettive, bottiglie, petardi esplosi lungo strade e marciapiedi, qualcuno ha vegliato festeggiando a modo suo. Gaetano Ferrieri, ex presidente della Federservizisportivi Srl, in sciopero della fame dallo scorso 4 giugno, si trova  a Palazzo Montecitorio. La notte dell’ultimo dell’anno è trascorsa, per lui e i suoi collaboratori, nello stesso modo dei giorni e delle notti precedenti: parlando dei comuni problemi politici con i passanti che si avvicinano, incuriositi dalla tenda stabilita proprio davanti alla principale sede del potere. Il presidio ad oltranza domina Piazza Montecitorio da sette mesi, senza che nessuno in Italia ne sappia nulla. “Sono stato intervistato in questi mesi – dice -dalla Cnn, da varie altre emittenti degli Usa, e tedesche, inglesi, giapponesi, perfino iraniane. Nel mondo si conosce questa protesta, portata avanti in modo civile e senza propositi di violenza, contro la crisi, le sue conseguenze, ed i modi sbagliati di fronteggiarla: già da giugno avevo previsto che ci saremmo trovati in questa situazione, ed ho iniziato il mio sciopero della fame stabilendomi pacificamente qui, dove rimarrò finché non si prenderanno provvedimenti seri sull’attuale situazione economica”.

Dottor Ferrieri, ma perché in molti non sappiamo dell’esistenza di questo presidio che da sette mesi occupa piazza Montecitorio? Del suo sciopero della fame ci pare che non si sia mai parlato, neppure ora che la situazione italiana rischia pericolosamente di precipitare.

“Appunto. Le tv internazionali mi intervistano, all’estero le popolazioni non direttamente coinvolte nel problema Italia sanno della mia protesta, delle mie denunce e delle mie proposte. Da giugno, se ne parla. Gli italiani, invece, si cerca di non informarli, di tenerli all’oscuro non solo della reale situazione, ma anche delle iniziative per contrastarle. Abbiamo bisogno di una presa di coscienza collettiva, ma questa sarebbe un ostacolo al proseguimento degli attuali inciuci, dei programmi che non fanno comodo alla nazione ma solo alla situazione di pochi. Giornalisti di Striscialanotizia sono venuti a fare un servizio su di me, ma non è stato mandato in onda. La stessa cosa è successa quando sono stato intervistato per Le Iene.  Anche le testate normalmente più libere non hanno fatto sapere nulla del presidio che da giugno occupa piazza Montecitorio. In Italia bisogna che non si sappia, Blob è stata l’unica trasmissione ad aver mandato in onda diversi servizi sul mio presidio”.

Cosa vorrebbe ottenere che fosse fatto in Italia, in concreto?

“Lo sapevo da giugno, che ci saremmo trovati in questa situazione. Berlusconi se ne doveva andare, sì, ma la colpa non era solo sua. E’ la Bce ed i sistemi bancari europei, che si sono messi in acque di difficile navigazione. Ed i provvedimenti sono urgenti da molto tempo, ma si prospetta che ne vengano presi di malsani, e senza che questi risolvano realmente la situazione economica pericolosissima nella quale ci troviamo”.

Lei si definisce antiberlusconiano? Possiamo dunque considerarla di sinistra?

“No. Né di sinistra, né di destra. Hanno contribuito tutti, finora, a questa situazione. Quando un gruppo di persone commette un reato, chi si trova tra loro e non denuncia il fatto, si macchia dello stesso reato. La sinistra non ha vegliato, non ha eseguito i suoi doveri civili. Non sono comunista, non sono di destra. Sono italiano”.

Ma… vediamo un po’: alle ultime elezioni, lei, per chi ha votato?

“Alle ultime elezioni ho deciso di astenermi”.

Lei non è più presidente della Federservizisportivi Srl…

“Esatto. La corruzione sta dilagando in Italia, dai palazzi del potere fino alle realtà private. Ed ecco cosa è successo. Come presidente della società incaricata di monitorare la regolarità fiscale delle società sportive italiane prima dell’ammissione delle squadre ai vari campionati, avevo accertato uno scoperto di 12,5 miliardi in false fatturazioni che riguardavano sponsor importanti di alcuni club. Sponsor che sono rimasti, mentre io sono stato fatto fuori, perché non ho retto loro il gioco”.

Cosa chiede a Monti? Dato che è lui ora a tenere le redini, cosa punta ad ottenere da lui con il proseguimento del suo sciopero della fame?     

Monti deve fare l’uomo, e l’Italiano. E’ un tecnico, un bravo economista, dunque sa cosa si dovrebbe fare. Io continuerò a non mangiare, e ad abitare qui in piazza Montecitorio finché non si farà la patrimoniale: bisogna tassare in modo adeguato i patrimoni oltre il milione e mezzo. Ed i costi della politica vanno rivisti, al posto di ridurre all’osso quelli per le pensioni normali: non solo ridimensionando il reddito dei parlamentari, ma riducendo del 90% il numero di auto blu, eliminando i consiglieri inutili, le moltissime altre spese che ogni deputato porta con sé. Monti si comporta da ostaggio parlamentare. Se le sue decisioni sono queste, non occorreva interpellarlo. Agli italiani, non occorreva. A chi ha interesse a portare avanti gli inciuci di prima sotto altre vesti, questa è parsa la soluzione ottimale. Monti ha le mani legate. Per questo dico che non sono né per la destra né per la sinistra, in questa situazione. Purtroppo dobbiamo renderci conto tutti di essere imbrogliati”.

Ed allora cosa bisognerebbe fare, secondo lei, una volta preso coscienza della situazione? La rivoluzione?

“Civile. La rivoluzione civile. In concreto: i cittadini dovranno formare una Assemblea Costituente nazionale, composta dai rappresentanti di tutte le Assemblee Costituenti provinciali che tutti i cittadini liberi, nel rispetto della Costituzione, contribuiranno a formare. E’ al momento l’unica via d’uscita che abbiamo per ristabilire la nostra democrazia”.

Verso l’alba, mentre parliamo, il freddo si fa un po’ più pungente, e si avvicina a Gaetano Ferrieri un carabiniere di una vicina pattuglia. Porta tra le mani un piatto di lenticchie che con i colleghi dell’Arma hanno preparato anche per lui, nella speranza che accetti almeno quelle. “No, grazie”, è la sua risposta. “Io non posso”.

Sandra Korshenrich