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Attentati in Nigeria, chiuse le frontiere a nord: chi sostiene il gruppo Boko Haram?

La Nigeria chiude le proprie frontiere settentrionali. La decisione è stata resa nota dallo stesso presidente del paese africano Goodluck Jonathan che ha motivato la scelta con l’esigenza di dover tenere sotto controllo i confini, in quanto proprio quelli situati a nord potrebbero essere utilizzati come vie di fuga dai terroristi del gruppo islamico Boko Haram, lo stesso che una settimana fa ha messo in atto un attentato presso la chiesa cristiana nella periferia della capitale Abuja, causando la morte di una cinquantina di fedeli.
Dalla notte di Natale in poi, altre vicende di sangue hanno segnato la quotidianità dei nigeriani: rimanendo nell’ambito dello scontro interreligioso, sono stati registrati almeno due attacchi a luoghi frequentati esclusivamente da musulmani, una scuola elementare coranica e una moschea. Episodi che molto probabilmente sono da inquadrare come risposta all’agguato di Natale.
Jonathan ha dichiarato: “La chiusura temporanea delle nostre frontiere nelle aree in questione è una misura provvisoria per risolvere una serie di questioni legate alla sicurezza”.

Chi copre i terroristi? – In Nigeria non sono pochi coloro che si chiedono come mai il gruppo Boko Haram, seguace di un fondamentalismo islamico portato all’esasperazione, possa agire con cotanta libertà, senza che le autorità riescano a frenare le scorribande dei suoi appartenenti. Veri e propri raid nel segno della violenza e dell’odio religioso.
A tal proposito, si è ipotizzato che il gruppo possa godere di coperture illustri, alludendo a potenze straniere o politici locali. Il Boko Haram, che tra i propri obiettivi ha quello di introdurre la sharia, la legge islamica, e di spazzare via il cristianesimo e i suoi seguaci dal Paese, agisce da quasi dieci anni.
Come riportato da L’Occidentale.it, mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, una delle città teatri delle violenze, ha dichiarato: “Per loro la religione cristiana è qualcosa che proviene dall’Occidente, e che quindi non è consentita. Il gruppo islamista considera la stessa Costituzione nigeriana come un prodotto della civilizzazione occidentale, e preferisce sostituirla con la sharia. Boko Haram insomma è caratterizzato dal fanatismo più radicale. Gli stessi musulmani normali disapprovano profondamente le sue azioni, anche perché gli attentati non colpiscono solo le chiese, ma anche la polizia, le caserme e la stessa sede delle Nazioni unite ad Abuja”.
Il prelato ha poi aggiunto: “A Jos domenica sono stati arrestati quattro membri di Boko Haram, ma prima ancora che la notizia si sapesse erano già stati rilasciati. Mentre il 22 novembre scorso il senatore Ali Ndume era stato incarcerato per avere pianificato un attentato, e il 19 dicembre è stato rilasciato su cauzione. E’ questo il motivo per cui ritengo che non sia messa in atto un’attività d’intelligence sufficientemente incisiva, e la conseguenza è che gli attentati contro le chiese si ripetono in continuazione”.

Nella foto: membri di Boko Haram.

Simone Olivelli