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Lavoro: c’è rischio tensioni sociali

”C’è un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi”. Un ”rischio tensioni da contrastare con un piano per il lavoro, la vera emergenza”. La “recessione avrà un impatto duro su occupazione e redditi”. A sottolinearlo la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, su Twitter, per la quale è innegabile il “rischio che cresca il conflitto sociale con l’aumento delle diseguaglianze”.

Serve un piano per il lavoro. “Rilanciamo con forza la necessità di un piano per il lavoro e l’avvio di un confronto col sindacato”. È la Cgil nazionale, sempre su Twitter, a rimarcare tale necessità, esprimendo, al contempo, apprezzamento per il discorso di fine anno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e per l’accento posto da questi sui temi del lavoro e reputando “importante il richiamo all’unità e alla coesione sociale”. “I binari” per la crescita sono la “coesione sociale e territoriale” ma “c’é bisogno di strategia e di politica. Non basta il mercato”. “Il professor Monti è disponibile a condividere strategie e politiche? Se lo è noi faremo, come sempre negli anni, la nostra parte”, aggiunge la Cgil, sostenendo che per la coesione sociale occorrono “condivisione, equità nei sacrifici e nei benefici. Non il rigore cieco e l’aumento delle diseguaglianze”.

La questione Mezzogiorno. Ma la coesione sociale, prosegue la Cgil, non può non passare per nuovi “investimenti nel Mezzogiorno per lo sviluppo e per l’occupazione. Non più lavoro nero e non più assistenza”. In generale è “necessario un piano per i giovani che guardi a scuola, formazione, lavoro stabile e qualificato, retribuzione giusta e previdenza adeguata”.
“Un presidente che parla di lavoro, delle fabbriche di Napoli, di stato sociale ed Europa, legalità, evasione, è un buon inizio d’anno”.

Un’iniezione di fiducia. “Quello di Napolitano è stato un intervento da autentico statista rivolto, con ottimismo, al futuro. Il Paese ha bisogno di un’iniezione di fiducia che può ritrovare nelle parole del suo Presidente”. È il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a riallacciarsi al discorso del presidente della Repubblica. “I temi dell’equità fiscale, della produttività e dell’occupazione ci trovano del tutto concordi. Su questo terreno il Sindacato è pronto a fare la propria parte”.

Scioperi e ricorsi targati Fiom. Il leader della Fiom Maurizio Landini, dal canto suo, ha reso noto che sarà di quattro ore il pacchetto di scioperi per assemblee deciso dalla sigla dei metalmeccanici contro la scelta della Fiat di uscire dal contratto nazionale. Le manifestazioni partiranno dal 9 gennaio e saranno articolate stabilimento per stabilimento entro la fine del mese prima della manifestazione dell’11 febbraio. Inoltre, ha fatto sapere Landini, “i ricorsi sono già pronti”.

M.N.