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Le banche stanno vagliando nuove strade

Imprese italiane – Le imprese italiane nel 2012 dovranno rimborsare prestiti bancari per 26,9 miliardi di euro e obbligazioni per 9,4 miliardi. Oggi il mondo è cambiato: le banche sono costrette a chiudere il rubinetto del credito, mentre il mercato obbligazionario per chi ha il passaporto italiano è di difficile accesso. Le imprese vanno in affanno. Significa che sia imprese sia famiglie sono costrette a finanziarsi a tassi elevati oppure a non finanziarsi del tutto. Significa bloccare il motore dello sviluppo, stroncare la competitività. E’ per questo che il sistema-Italia deve trovare canali alternativi per il finanziamento per le imprese.

Nuovi canali – Dai private placement americani agli Schuldschein tedeschi, dai bond di “distretto” ai cosiddetti project bond. Fino alle operazioni di riacquisto di debito e di allungamento delle scadenze. Alcune banche stanno anche preparando una attività di pressione nei confronti del Governo, per chiedere di eliminare gli handicap fiscali che gravano sulle imprese italiane quando cercano di emettere obbligazioni. Stesso discorso per un’altra fonte di finanziamento: quella dei “piazzamenti privati” negli Usa.. Si tratta di obbligazioni emesse ad hoc dalle imprese e acquistate da poche selezionate assicurazioni.

Banche italiane – Le banche italiane stanno però studiando altre strade, accessibili anche alle aziende di piccole dimensioni. Diversi istituti, non solo nazionali, stanno cercando di rispolverare il vecchio concetto dei “bond di distretto”: mettere insieme un gruppo di piccole imprese, in modo da permettere loro di raggiungere una massa sufficiente per lanciare un prestito obbligazionario collettivo.