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Usa, primarie repubblicane: conto alla rovescia per il voto in Iowa

Quarantotto ore – In tutti gli Stati Uniti la tensione ha raggiunto i livelli di guardia, e l’incertezza si palpa nell’aria, dato l’esito ancora imprevedibile della competizione: mancano infatti meno di due giorni all’inizio delle consultazioni per le elezioni primarie del Partito Repubblicano. Il primo Stato chiamato alle urne, come da tradizione, sarà lo Iowa: i favoriti per dopodomani sono i soliti noti Mitt Romney e Ron Paul, ma niente è ancora scritto: l’atteso sondaggio del principale organo di stampa locale, il Des Moines Register, ha lasciato aperti ampi spiragli che rendono impossibile fare una previsione.

I pronostici – Le percentuali attribuite a Romney (24%) e Paul (22%) lasciano intendere che probabilmente sarà uno dei due ad aggiudicarsi il maggior numero di voti, ma la gara a due non è così scontata: oltre infatti al preventivabile distacco che patirà in Iowa Newt Gingrich, la notizia più importante è che, stando al sondaggio, ben il 41% degli intervistati si dichiara ancora indeciso sul candidato da votare.

Se l’indecisione diffusa può far tremare le gambe ai due leader, può di contro aggiungere un po’ di speranza all’outsider a livello nazionale, Gingrich, che stando al Register ha dalla sua solo il 12% degli elettori dell’Iowa. Chi invece potrebbe diventare il vero outsider in questo Stato è Rick Santorum, membro della destra ultra religiosa le cui argomentazioni sembrano aver fatto breccia, e che sempre secondo il report si attesta sul 15%, ma con la possibilità di sfondare anche questa soglia.

Subito il New Hampshire – Il verdetto che uscirà da questa regione rurale, situtata nel centro geografico degli States, sarà importante non tanto dal punto di vista numerico, quanto soprattutto da quello del sostegno alla campagna dei singoli candidati: fare bene in Iowa significa rilanciare la propria immagine e dare un’accelerata alla raccolta fondi, mentre perdere colpi alla prima tornata elettorale potrebbe convincere qualche candidato a riconsiderare la propria posizione in vista delle votazioni nei restanti quarantanove Stati, il prossimo dei quali sarà il New Hampshire il 10 gennaio.

Damiano Cristoforoni