Galassia Ligresti: Premafin vola ancora in Borsa su voci nuovi soci

Le azioni Premafin a Piazza Affari non sono riuscite a fare prezzo per gran parte della seduta odierna. Il titolo è rimasto in asta di volatilità con un rialzo teorico di oltre il 40%. Dopo l’exploit del 30% messo a segno venerdì scorso, il titolo si avviava alla chiusura delle contrattazioni con un progresso teorico del 42,86%, dopo aver segnato un prezzo di apertura a 0,1957 euro ed essere salito fino a quota 0,2.
Bene anche la controllata Fonsai con un rialzo del 6% circa, mentre Milano Assicurazioni sale del 4,5%.
Continua, intanto, l’aggiornamento da parte della Consob circa le partecipazioni rilevanti nella finanziaria della famiglia Ligresti, con il trust The Heritage Trust che detiene il 13,546% delle azioni dal 1° settembre 2005. Lo scorso 5 dicembre The Heritage Trust aveva fatto sapere, a mezzo comunicato ufficiale, di detenere, a mezzo controllate, il 12,15%: la partecipazione emersa dalle comunicazioni della Consob è, dunque, più alta di quella comunicata dal trust. The Heritage Trust, dalle verifiche fatte dalla commissione nazionale per la borsa italiana, è un trust regolato dalla legge delle Bahamas di cui risulta come unico trustee il signor Giancarlo De Filippo.

L’ingresso di nuovi soci. I movimenti sul titolo Premafin risentono fortemente delle indiscrezioni sull’ingresso di nuovi soci nel gruppo e su una possibile integrazione di FonSai con Unipol, il cui titolo sale di oltre il 3%. Già lo scorso venerdì, come ricordato, il titolo della finanziaria di casa Ligresti era stata sospesa al rialzo sulle indiscrezioni della stampa circa l’ingresso di nuovi soci nella holding attraverso un aumento di capitale così da assicurarle le risorse necessarie per sottoscrivere la ricapitalizzazione fino a 750 milioni di euro di Fondiaria Sai, partecipata al 36% dalla stessa Premafin. Anche venerdì, infatti, il titolo del secondo gruppo assicurativo italiano era stato tonico per l’intera seduta.
Gli istituti di credito esposti verso le società del gruppo Ligresti sembrerebbero auspicarsi che la compagnia assicurativa non passi in mano a più soci, poiché in tal caso si troverebbero esposti verso una società senza asset rilevanti.
Se la famiglia Ligresti cederà i diritti dell’eventuale aumento di Premafin a nuovi soggetti, i Ligresti perderebbero il controllo della holding prefigurandosi, dunque, l’obbligo di Opa da parte dei nuovi investitori a cascata sulle controllate Fonsai e Milano assicurazioni. Viceversa, trattandosi di un’operazione di salvataggio fatta “in casa”, l’obbligo non scatterebbe.

M.N.