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Germania: è record numero occupati nel 2011

Il numero delle persone occupate in Germania nel 2011 si è attestato alla media annua di 41,04 milioni, in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, superando per la prima volta quota 41 milioni. Lo si apprende da Reuters, che cita un comunicato ufficiale dell’Ufficio federale di Statistica.
L’aumento degli occupati, spiega l’Ufficio federale tedesco, è il frutto di due anni di sostenuta crescita economica e della stabilità degli occupati nel corso della crisi finanziaria del 2009.

Stabilità e riconversione. Al di là delle spiegazioni sottolineate da Reuters, non va trascurato il ruolo della riconversione industriale di alcuni settori operata dalla Germania proprio dall’inizio della crisi ad oggi, riconversione che ha consentito di riassorbire quasi immediatamente coloro che hanno perso il posto di lavoro nei settori tradizionali dell’industria manifatturiera e che ha battuto molto anche sull’impiego delle energie rinnovabili proprio in campo industriale e sulla conquista dell’indipendenza dell’economia tedesca dai Paesi produttori del greggio.
Nel 2010 il numero degli occupati era cresciuto dello 0,5% rispetto all’anno precedente.

Manifatturiero ancora in contrazione. L’economia della Germania dovrebbe essere cresciuta di circa il 3% nel 2011, nonostante la crisi dei debiti sovrani che ha coinvolto alcuni dei principali partner europei verso i quali la Locomotiva d’Europa è molto esposta. La crescita economica tecesca dovrebbe rallentare quest’anno, attestandosi nel range 0,5-1%.
Il settore manifatturiero tedesco a dicembre ha registrato, per il terzo mese consecutivo, una contrazione, anche se meno accentuata dei mesi precedenti.
Il Purchasing Managers’ Index (Pmi), a cura di Markit, lo scorso mese è salito a 48,4 dal 47,9 registrato a novembre e oltre la stima flash di 48,1, ma resta sotto la soglia di 50 che divide la contrazione dalla crescita. Il sottoindice relativo ai nuovi ordini è salito a 44,7 dal 43,2 di novembre.

Preoccupa il rapporto deficit-Pil spagnolo. Di tutt’altro tenore le notizie provenienti dalla penisola iberica. Il deficit della Spagna potrebbe aver superato nel 2011 l’8% del Pil. A riferirlo il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, in un’intervista a radio Cadena Ser citata da Bloomberg. Solo la scorsa settimana il nuovo governo di Madrid aveva peggiorato le stime rispetto all’obiettivo di un Deficit-Pil al 6%. Il nuovo piano di austerity da 15 miliardi, ha aggiunto il ministro, è quindi ”un atto di responsabilità per evitare al Paese una situazione insostenibile”.

M.N.