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Iran testa missili a lungo raggio, sale la tensione con Washington

Tre lanci in 48 ore, con un quarto che concluderà l’esercitazione navale nel Golfo Persico. L’Iran alza la posta e rilancia la sfida agli Usa ed a tutto il mondo occidentale. Con l’operazione denominata Velayat 90, il regime degli Ayatollah ha voluto dimostrare a tutti i “nemici” dell’Iran, che la minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz, snodo strategico cruciale da cui transita gran parte del petrolio mondiale, è più seria che mai.

Esercitazioni in crescendo – Le manovre iraniane hanno preso il via a capodanno, con il lancio di un missile terra-aria anti radar, a medio raggio, e sono proseguite con l’annuncio di un lancio di un missile terra-mare a lungo raggio, denominato Qader, che, secondo il regime iraniano, ha centrato tutti gli obbiettivi prestabiliti. Infine è stato annunciato un terzo lancio, inizialmente di un missile terra-terra a lunga gittata, denominato Nour. Successivamente è arrivata la rettifica dell’agenzia di stampa Irna, che ha parlato di un missile anti-nave a corto raggio, annunciando poi l’imminente test del missile Nour.

Dimostrazione di forza – Indipendentemente dal tipo di missile lanciato è chiaro il messaggio inviato dall’Iran, che con questa dimostrazione dei propri armamenti, ha voluto rispondere alle ultime mosse degli Stati Uniti, che avevano duramente reagito alla ventilata chiusura dello stretto di Hormuz, ed alle continue sanzioni internazionali. L’atteggiamento aggressivo degli Ayatollah, potrebbe essere un tentativo di destabilizzare gli Usa, che si stanno per imbarcare in una campagna elettorale per le presidenziali 2012, che potrebbero decidersi proprio sull’eventuale intervento armato contro l’Iran.

Luca Marrelli