Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Monti tende la mano ai sindacati

Monti tende la mano ai sindacati

Che il 2012 sarà un anno carico di impegni da onorare, Mario Monti lo sa bene. Per questo il premier ha deciso ieri di telefonare ai tre leader dei maggiori sindacati del Paese (Cgil, Cisl e Uil) per consegnare loro la promessa di un’intesa capace di tutelare gli interessi dei tanti lavoratori a rischio. Un’iniziativa, quella del presidente del Consiglio, seguita alle dichiarazioni preoccupate rilasciate da Susanna Camusso e Luigi Angeletti.

Alla ricerca di un’intesa – “Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha formulato gli auguri per il nuovo anno e ha inoltre espresso la volontà del governo di ricercare la massima intesa con le parti sociali sui temi del mercato del lavoro e dell’occupazione, pur nell’esigenza di operare con la sollecitudine imposta dalla situazione”. E’ questo il contenuto della comunicazione ufficiale diffusa ieri da palazzo Chigi per informare sui contatti telefonici stabiliti da Mario Monti con Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil).

L’allarme della Camusso… – Telefonate con cui il premier ha tentato di allentare la tensione maturata negli ultimi mesi con i sindacati, indispettiti dalla riforma pensionistica messa a punto dal governo e dalla possibilità (annunciata e poi smentita) di mettere mano all‘articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Fino a ieri la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha infatti sottolineato il diffuso malcontento sul fronte occupazionale, prospettando conseguenze pericolose per il Paese: “C’è un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi – ha detto la sindacalista – Per questo serve un piano per il lavoro e l’avvio di un confronto con il sindacato: dobbiamo evitare una vera emergenza”.

…e di Angeletti – Timori rimarcati dal numero uno della Uil, Luigi Angeletti: “C’è il rischio di andare verso una fase di recessione – ha spiegato – e quindi di riduzione dei posti di lavoro. L’aumento della disoccupazione non è certo un antidoto alla pace sociale, anzi è benzina sul fuoco. Questo – ha continuato Angeletti – è il problema su cui occorre concentrarsi e per farlo bisogna partire dalla riduzione delle tasse sul lavoro altrimenti le parole occupazione e crescita sono solo uno slogan”.

Maria Saporito