Sciopero Fincantieri e numeri della crisi

Numeri angoscianti. Anno nuovo, problemi vecchi per  tanti, troppi lavoratori italiani, accomunati dalla perdita o dal rischio di perdere il posto di lavoro. Innumerevoli le aziende in crisi per le quali, fino ad oggi, sono stati aperti al ministero dello sviluppo ben 230 tavoli di trattative. Il 2012 sembra più funesto dell’anno precedente perché circa 30.000 dipendenti rischiano di restare a casa e 300.000, tra lavoratori delle grandi e piccole industrie, dell’artigianato e impiegati nel settore dei servizi, vivono l’incognita di mantenere la propria occupazione nel prossimo futuro.

Fincantieri. Proprio oggi sono tornati nelle piazze i lavoratori di Genova e di Palermo, uniti da una lotta comune per mantere il proprio diritto al lavoro. Gli operai della Fincantieri, uno dei più importanti complessi cantieristici navali d’Europa e del mondo, continuano un’azione di protesta che ha segnato il 2011 e tramite cui chiedono di rivedere il piano aziendale che prevede cassa integrazione straordinaria per 740 operai del cantiere di Sestri Ponente entro il mese di marzo e  140 esuberi per lo stabilimento di Palermo.

Scioperi. A Genova le Tute Blu hanno presidiato i cancelli di Sestri  per poi riversarsi nelle vie cittadine e bloccare il traffico. Parola d’ordine: scipero ad oltranza. Copione analogo a Palermo, dove gli operai si sono riuniti in assemblea, per poi sfilare in corteo e dirigersi verso la Prefettura con l’intenzione di essere ricevuti ma, poi, hanno deviato verso la stazione ferroviaria dove hanno occupato i binari dei treni. L’ennesimo sciopero che unisce l’Italia, da Nord a Sud, in un comune, difficile destino; ora c’è solo da sperare che tutte queste proteste non restino “voci che gridano nel deserto”.

Giovanna Fraccalvieri