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Codacons: in 10 anni bruciato il 39,7% del potere d’acquisto

Dall’ingresso dell’euro, datato gennaio 2002, ad oggi la perdita del potere d’acquisto per il ceto medio è stata del 39,7%. È il Codacons ad evidenziarlo, stimando che una famiglia di quattro persone, in 10 anni, ha dovuto pagare una stangata pari a circa 10.850 euro. Aumento dei prezzi, rincari delle tariffe, manovre economiche, caro-affitti e caro-carburanti hanno messo in ginocchio le famiglie italiane che, al contempo, hanno visto aumentare i loro redditi in modo impercettibile. Lo studio del Codacons tiene conto di una lista di cento prodotti con il prezzo che avevano nel 2001, ultimo anno della lira, tradotto in euro e il costo attuale con la relativa percentuale di aumento.

Gli aumenti record. Sulla base dello studio dell’associazione dei consumatori, troviamo la penna a sfera con +207,7%, seguita dal tramezzino con +198,7%, dal cono gelato con +159,7%. Aumenti che appaiono vertiginosi per prodotti, come questi, di largo consumo. ”Un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane”, il commento del presidente Codacons Carlo Rienzi, che ricorda come la sua sia stata ”la prima associazione che nel gennaio 2002, quando venne introdotto l’euro, denunciò gli aumenti selvaggi e le speculazioni da changeover. Allora venimmo accusati di euroscetticismo e di terrorismo mediatico, mentre oggi tutti ci danno ragione, perché la prova di ciò che è successo è sotto gli occhi di chiunque, a partire dagli stessi commercianti, prime vittime della loro stessa politica suicida”.
Tra i prodotti che hanno fatto registrare i maggiori rialzi di prezzo ci sono anche la confezione di caffè da 250 grammi, +136,5%, il supplì, +123,9%, un chilo di frollini, +113,3%, la giocata minima del lotto, +92,3%.

Necessari interventi del governo. Il salasso, continua l’associazione, continuerà anche nel 2012 e negli anni successivi, rendendosi necessari interventi straordinari per tutelare i redditi del ceto medio-basso da parte del governo. In particolare, suggerisce la Codacons, bloccare le tariffe per almeno cinque anni e disporre ”il regime di prezzi amministrati sui beni di largo consumo, che risentiranno maggiormente delle variazioni al rialzo dei listini, e che più di tutti incidono sulla spesa del ceto medio-basso”.

M.N.