Fabrizio Corona, carabiniere per una fiction Mediaset: la polizia non ci sta

Fabrizio Corona, mediaset – La notizia che Fabrizio Corona vestirà i panni di un carabiniere per sconfiggere una banda di pedofili non è stata digerita dalle autorità italiane. A parlare il segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, Franco Maccari, che definisce balorda l’idea di far vestire a Fabrizio Corona i panni del servitore della legge. E poco importa che la fiction, Una vita spezzata, sia la riproposizione cinematografica di una storia vera,  lo stupro e la conseguente l’uccisione della piccola Graziella Mansi a Castel del Monte. Ciò che le forze dell’ordine non accettano è che la parte del giusto sia affidata a chi vanta un curriculm vitae nel quale compaiono condanne per ricatti, aggressione a pubblico ufficiale, estorsione e condanna in Appello per un anno e cinque mesi; e la lista è ancora lunga. 

Il Coisp contro Fabrizio Corona – “Siamo certi che sia soltanto una boutade natalizia, un pesce d’aprile decisamente fuori stagione”, spiega giustamente Franco Maccari. Se così non fosse si tratterebbe di uno “svilimento mediatico di un lavoro difficile, faticoso, pericoloso, mai adeguatamente ripagato”. Poi Maccari, con un po’ di nostalgia, rimpiange “i tempi in cui Massimo Ranieri interpretava Salvo D’Acquisto”, secondo valori di “solidarietà, giustizia, democrazia”. “Si pensa di sostituire l’eroismo di Salvo D’Acquisto con il fascino scapestrato di un Fabrizio Corona qualunque. Un personaggio senza altro merito se non quello di essersi costruito un curriculum criminale di tutto rispetto”. Mettere una divisa addosso a questo personaggio – continua Maccari – fosse anche per una festa di carnevale, sarebbe un atto di gravissimo e intollerabile vilipendio. L’autore di questa assurda sparata dovrebbe chiedere scusa alle Forze dell’Ordine, anche per il solo fatto di averla concepita”.

Gianrico D’Errico