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Inconsapevoli cavie umane in India, per arricchire gli ospedali

Inconsapevoli cavie – In India i farmaci vengono distribuiti gratuitamente ai malati, ma non si tratta di avanguardia sociale né di volontariato a favore dei più poveri. Questi farmaci sono infatti parte di test clinici che trasformano i pazienti in cavie a loro insaputa. Dietro gli avvertimenti di “effetti collaterali” si nascondono eventi che possono causare anche la morte delle cavie. Così i malati muoiono a causa di medicine che in realtà dovrebbero curarli. “La riforma delle regole per i test clinici ha fatto impennare il numero di cittadini che si sottopongono ad una tale pratica” scrive il Washington Post, e spesso con qualche dubbio sulla realtà dei consensi dei pazienti.

L’inganno dei dottori – Il caso più famoso è quello di Sharad Geete, che ha visto morire la moglie malata di Alzeheimer a causa di farmaci che poi si sono rivelati sperimentali. Il medico li aveva proposti come farmaci sicuri che sarebbero stati presto lanciati da una compagnia farmaceutica straniera e la coppia si è fidata. Dopo il decesso della donna l’autopsia ha dimostrato che le cause di quella morte inaspettata erano stati proprio i farmaci consigliati dal dottore.

Guadagni esorbitanti di medici e ospedali – C.M. Gulhati, direttore del Monthly Index of Medical Specialities ha spiegato che “l’India sta diventando un punto di snodo per il mercato dei test clinici, e gli indiani sembrano dei porcellini da cavia”, “le revisioni etiche sono una barzelletta, l’autorità di controllo approva tutte le proposte di test senza alcuno scrutinio. E i poveri pazienti, senza sospettare alcunché, diventano cavie, mentre gli ospedali guadagnano almeno 300 milioni di dollari l’anno”. “Un certo numero di medici lo ha trasformato in una fonte di guadagni”.

Indagine – I risultati di un indagine ufficiale nello Stato indiano sono a dir poco allarmanti: dal 2006 ci sono stati almeno 76 test su 3.300 pazienti. Nel Washington Post di legge che è stato verificato che almeno “sei dottori hanno violato gli standard etici nel raccogliere il consenso dei pazienti per la partecipazione ai test medici e non hanno compensato chi ha subito effetti collaterali”. Il governo sta cercando di controllare la veridicità dei consensi dei pazienti. Ma gli attivisti stanno già raccogliendo le testimonianze delle vittime pronti alla battaglia legale.

Michela Santini