Rapporto della Commissione Giovannini: Le reazioni dei partiti

Il rapporto – La Commissione Giovannini ha depositato la relazione sugli stipendi e i privilegi dei politici Italiani rispetto a quelli di altri 7 paesi dell’Unione Europea. Ciò che risulta è chiaro, i nostri rappresentanti, nonché dipendenti, sono i più pagati d’Europa. I meno sdegnati ovviamente sono proprio loro, dal sarcasmo alla protesta, dal rifiuto alla negazione, quella politica è praticamente una voce unica, tranne qualche solista fuori dal coro.

Le reazioni – Mentre il presidente del Senato Schifani, fa notare che il rapporto non è ancora stato consegnato all’Aula, ma che è stato “provvisoriamente acquisito dal sito del Dipartimento della funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale“, a far scalpore sono le dichiarazioni dei politici.
Alessandra Mussolini ha proposto che il completamento del lavoro sia assegnato a “Rizzo e Stella“, i due giornalisti autori del libro “La casta”.
Stando ai dati della commissione Giovannini, i parlamentari italiani sono in Europa quelli che percepiscono di meno, non solo come somme da destinare ai collaboratori (3600 contro gli oltre 6000 della Francia e i quasi 15mila della Germania), ma come stipendio netto“, è commento sempre dal Pdl di Antonio Mazzocchi.
Secondo Cazzolai dati sono incompleti e alimentano una polemica fascistoide contro la casta“.
Qual è la sua autorevolezza? Al di là della ormai nota, ripetuta e violenta propaganda contro il Parlamento, c’è un solo dato che purtroppo emerge. E cioè, la commissione Giovannini, formata da super esperti, ha snocciolato dati incompleti e inattendibili”, fa sapere dal Partito Democratico Giorgio Merlo.
Per Sandro Gozi, sempre del Pd, il lavoro della commissione non serviva: “La media europea vera nel rispetto della trasparenza, della riduzione dei costi e del rispetto della funzione parlamentare, è già stata fatta da anni al Parlamento europeo e basterebbe applicare quel modello a Camera e Senato”.

I favorevoli ai tagli – Le voci fuori dal coro sono quella di Lucio Galan del Pdl: “Attueremo i risparmi sul costo del Senatoindipendentemente dai risultati della commissione Istat“.
Secondo il finiano Italo Bocchinoil problema non è tanto il costo dello stipendio di ogni parlamentare che comunque va ridotto, ma il numero di deputati e senatori che risultano essere troppi“.
 Favorevole ai tagli anche l’Idv con Antonio di Pietro: “Adesso è anche scritto, nero su bianco, nel lavoro della Commissione Giovannini: i parlamentari italiani sono quelli con i privilegi più alti d’Europa. Cosa aspettiamo a tagliarli? Perchè quando si tratta di far pagare i pensionati, i lavoratori e le classi più povere, il Parlamento trova subito l’accordo trasversale, mentre quando si tratta di tagliare i propri privilegi, deve aspettare gli esiti di una ‘commissione?“.

Matteo Oliviero