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Borsa, -2%: finiti i botti d’inizio anno o effetto Unicredit?

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Chiude in deciso calo Piazza Affari, trainata dal crollo di Unicredit che ha fissato questa mattina il prezzo dell’aumento di capitale con uno sconto molto elevato. Segno che soltanto a valori di saldo l’istituto di credito italiano vede possibile la ricapitalizzazione da 7,5 miliardi di euro necessaria per salvaguardare il proprio patrimonio. L’indice Ftse Mib chiude sui minimi di giornata in calo del 2,04%, l’Allshare perde l’1,67%, con volumi ancora abbastanza contenuti, pari a circa 1,3 miliardi di euro. In calo, ma in misura meno marcata, anche le altre borse europee, con l’indice Ftseurofirst 300 a -0,62%.

Solo effetto Unicredit? Il grosso sconto, pari al 69% rispetto alla chiusura di ieri e al 43% se calcolato ex diritto, ha fatto precipitare il titolo a -14,45%. Uno sconto così elevato, per il mercato, è segno che la banca ritiene che l’operazione non sia ritenuta appetibile dagli investitori. Giù tutti i titoli bancari, che in Europa perdono in media il 2%, con Mps che segna -4,6% e Intesa San Paolo -3,8%. Tra effetto Unicredit e prese di profitto dopo gli slanci delle prime due giornate di contrattazione del nuovo anno il calo ha caratterizzato tutte le piazze.

Premafin ancora in volatilità. Tra i pochi rialzi si segnalano Fiat Industrial, che beneficia del rating “buy” datogli da Ubs, Saipem e Impregilo, mentre volano Saras (oltre +10%), Premafin, +28% dopo una seduta in asta di volatilità, e Fondiaria Sai (+7,76%). Sui titoli della galassia Ligresti continua la scommessa sull’ingresso di nuovi soci.

M.N.