Suicidi, nel 2009 la disoccupazione ha mietuto il maggior numero di vittime

2009, anno simbolo della crisi – Sono stati presentati ieri i risultati dello studio denominato “Il suicidio in Italia ai tempi della crisi. Caratteristiche, evoluzioni e tendenze”, commissionato dall’istituto di ricerche economiche e sociali Eures. L’indagine che analizza lo sviluppo del fenomeno negli ultimi 30 anni prende come ultima data di riferimento il 2009, anno in cui la situazione economica iniziò a peggiorare a livello globale in maniera evidente.

Una vittima al giorno – E’ stato proprio nel 2009 infatti che il dissesto finanziario della Lehman Brothers determinò il fallimento di numerose aziende sparse in tutto il mondo, dando il via alla stagione della crisi. I suicidi compiuti quell’anno in Italia per ragioni economico-occupazionali sono stati 357, l’equivalente di una persona al giorno. Una cifra che letta da sola non rende l’idea del fenomeno ma che risulta agghiacciante non appena la si confronta con i dati raccolti negli anni precedenti: 260 casi nel 2008, 270 nel 2007, 275 nel 2006 e 281 nel 2005.

Uomini a rischio – Nel 2009 è stato dunque registrato un aumento del 37,4 percento di suicidi messi in atto da persone disoccupate (perché espulse dal mercato del lavoro o in cerca di una prima occupazione mai ottenuta) rispetto all’anno precedente. Lo studio pone in evidenza come la crisi del settore occupazionale, almeno a livello psicologico, colpisca più duramente gli uomini che le donne (nel 2009 sono infatti stati registrati 30,3 suicidi di lavoratori e 5,7 di lavoratrici ogni 100mila disoccupati).

Giorgio Piccitto