Tassa di soggiorno: Marcia indietro del governo, c’è crisi. Soddisfatto il Pd

La tassa – Dietrofront del governo sulla tassa di soggiorno per gli immigrati, ovvero il contributo che gli stranieri dovevano pagare per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno, cifre che andavano dagli 80 ai 200 euro. Il provvedimento era un lascito del precedente governo, una chicca inserita da Tremonti e Maroni lo scorso 6 ottobre.
L’annuncio del cambiamento di programma, è arrivato dai ministri dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e della Cooperazione, Andrea Riccardi.
I Ministri “hanno deciso di avviare un’approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio. In particolare, in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c’è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare“, è quanto hanno spiegato i due Ministri.

Plauso dal Pd – Soddisfatto il Partito Democratico, che più volte si era dimostrato contrario al provvedimento. “Così come avevamo detto durante la nostra battaglia parlamentare si tratta di una tassa odiosa, frutto di una mania di persecuzione nei confronti degli immigrati“, fa sapere Livia Turco che poi annuncia di voler “avviare un’iniziativa per abolire integralmente la tassa introdotta dall’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni”.

Matteo Oliviero