Borse a picco e spread sotto pressione: un triste ritorno alla realtà

Chiusura pesante per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha perso il 3,65% a 14.767 punti, con Premafin e Fonsai che ritornano a far parlare di se per le cadute in picchiata libera. I due titoli della galassia Ligresti perdono, rispettivamente, il 20,94% e il 14,78%, ma pesano le prese di profitto dopo la spirale speculativa innescata da voci di ingresso di nuovi soci nel capitale del secondo gruppo assicurativo italiano e della holding che lo controlla. L’aumento di capitale a sconto di Unicredit continua a deprimere il titolo, ai livelli di settembre 1992 dopo lo scivolone del 17,27% registrato oggi, e l’intero comparto bancario, mentre lo spread Btp-Bund si è mosso in area 520 punti per l’intera seduta. Dopo due giorni di acquisti, e di ristretta movimentazione di capitali, ecco il duro ritorno alla realtà decisamente anticipato dalla seduta di ieri.

Bruciati 3,5 miliardi in due giorni. In due giorni sono andati in fumo 3,5 miliardi di euro di capitalizzazione, 2 nella seduta di ieri e 1,5 oggi. Il tonfo di Unicredit porta il titolo a 4,48 euro, ai livelli di settembre 1992. Sotto pressione lo spread Btp-Bund, costantemente intorno ai 520 punti e attestatosi in chiusura a 518. Il rendimento del titolo decennale ha toccato oggi il 7,05%. La Francia, che sta “assaggiando” i primi soffi del vento speculativo, ha venduto all’asta 7,963 miliardi di euro di titoli di Stato, a fronte di un obiettivo massimo di 8 miliardi e di una domanda quasi doppia (15 miliardi) rispetto all’offerta e un lieve rialzo dei rendimenti.

M.N.