Crisi, Ue: le modifiche al trattato proposte dall’Italia

Nicolas Sarkozy nel giorno dell’Epifania all’Eliseo e Angela Merkel mercoledì prossimo a Berlino: l’agenda Ue di Mario Monti è già fissata e si parlerà delle riforme proposte dall’Italia al trattato Ue e dell’andamento dell’eurozona in generale. Non si tratta di una seconda edizione del vertice a tre, come quello tenutosi a Strasburgo il 24 novembre scorso che ha segnato il ritorno dell’Italia tra i Paesi europei “che contano”, ma di una serie di incontri nei quali il premier italiano illustrerà le modifiche al trattato che la crisi sta evidenziando come essenziali per il nostro Paese (e non solo). Ufficialmente, come riferito a mezzo comunicato dal governo tedesco, “i colloqui si concentreranno su tematiche bilaterali e internazionali, la situazione nell’eurozona così come l’andamento economico in Europa”. E tutto ciò dopo l’ennesimo allarme recessione lanciato da Juncker nella giornata di ieri.

L’agenda europea di Monti. Gli incontri con Sarkozy e Merkel anticipano quelli istituzionali che si terranno nell’ultima settimana di questo mese, vale a dire l’Eurogruppo del 23 gennaio e il Vertice straordinario del 30, durante i quali si conoscerà la risposta dell’Europa alla crisi dei debiti sovrani per avviare la cosiddetta “fase due”: rilancio della crescita e politiche per la creazione di posti di lavoro. L’agenda europea di Mario Monti dovrebbe includere anche un incontro a Londra con il premier David Cameron il 18 gennaio prossimo, oltre al Forum a 26 che si svolgerà a Bruxelles.

Le proposte italiane all’Ue. A fine dicembre il governo italiano ha raccolto in un documento le proposte di emendamento alla bozza di accordo tra gli Stati membri dell’Unione europea per fissare dei paletti all’accordo salva-euro sul contenimento dei debiti sovrani e stimolare un’azione europea della crescita.
Di queste modifiche studiate dal nostro esecutivo Monti avrà modo di discuterne anche con Barack Obama. Entro fine mese, infatti, a Washington è previsto un incontro tra Mario Monti e il presidente Usa  nel quale si parlerà soprattutto di ricette anti-contagio e anti-recessive.
L’Italia chiede che si “tenga conto dell’influenza del ciclo economico“, ma anche del debito privato delle famiglie e della sostenibilità dei regimi pensionistici, nella valutazione del ritmo di riduzione del debito eccedente il 60% del Pil. Per quanto concerne il calcolo sul disavanzo, propone di considerare le necessità di investimenti pubblici, che andrebbero scorporati. L’offensiva di Monti riguarderà anche la crescita: l’esecutivo dei “professori” chiede una maggiore convergenza delle politiche economiche europee per promuovere la competitività e il lavoro.

M.N.