Iraq, attentati a Bagdad e Nassiriya provocano 68 morti

Iraq, attentati provocano 68 vittime. E’ stato un terribile giovedì di sangue in Iraq. In diversi quartieri di Bagdad e Nassiriya vi sono stati numerosi attentati, che hanno provocato l’uccisione di 68 persone ed il ferimento di altri 100 individui. Gran parte delle vittime sono musulmani sciiti, che oggi commemoravano la festività Arbaeen, con la quale si ricorda l’Imam Hussein, nipote del profeta Maometto. Gli attentati di oggi sono arrivati dopo quelli del 22 dicembre scorso, e rappresentano un evidente segnale della crisi tra sciiti e sunniti presenti in Iraq, che è riesplosa ultimamente dopo il ritiro delle truppe americane.

Usa invitano le due parti al dialogo – A Bagdad gli attentati sono andati in scena nei quartieri di Sadr City e di Kadhmiya, mentre a Nassiriya i terroristi hanno colpito la parte occidentale della città. Nella capitale irachena sono stati uccisi diversi lavoratori giornalieri, che si trovavano fermi in diverse piazze, in attesa di ricevere degli incarichi da svolgere. A Nassiriya invece sono stati colpiti diversi sciiti che stavano andando in pellegrinaggio. Alla base di questi attentati vi sarebbe lo scoppio di una nuova crisi tra sciiti e sunniti iracheni, che si è riaccesa in questi ultimi mesi per motivi politici. Diversi esponenti dei più importanti partiti delle due fazioni religiose si sono sfidati infatti apertamente e verbalmente, accendendo così gli animi dei loro sostenitori. Gli Usa, che da poco hanno ritirato ogni proprio contingente dall’Iraq, hanno invitato le due fazioni al dialogo, per placare questa pericolosa escalation di attentati.

Simone Lo Iacono