Liberalizzazioni, Antitrust: occorre dare vita ad un “circolo virtuoso”

Bisogna procedere sulla via delle liberalizzazioni e realizzare “un circolo virtuoso” superando “egoismi di parte” e “resistenze degli interessi consolidati” nell’interesse del Paese. In una segnalazione a Governo e Parlamento firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella, l’Antitrust segnala i settori da liberalizzare per “fare ripartire al più presto la crescita”, ma sottolinea che tale processo deve essere accompagnato da “interventi che garantiscano l’equità sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunità di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati”.

I settori nevralgici. I settori sui quali preme l’autority sono, per sommi capi, quelli sui quali si era già espresso in precedenza l’ex presidente, ed ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, cui toccherà, con Mario Monti, dare il via al processo di liberalizzazioni.
Stiamo parlando, dunque, dei servizi pubblici locali, delle poste, dei trasporti, delle banche, dei servizi energetici, dei farmaci di fascia C, dei taxi, del commercio, delle professioni, della tutela dei consumatori e della semplificazione dell’attività amministrativa.

Gli strumenti per l’attuazione. Per l’Antitrust lo strumento attraverso cui intervenire è la legge annuale sulla concorrenza, poiché per sorvolare gli ostacoli strutturali e le resistenze dei gruppi che si vedono aggrediti da queste riforme “occorre infatti recuperare la dimensione dell’interesse generale e la sua prevalenza sui vari egoismi di categoria, procedendo con interventi di ampia portata che contestualmente sciolgano i nodi anticoncorrenziali su mercati diversi e con attori economico-sociali differenti”.

Immediatezza e costi sociali. Per superare le numerose “incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici ad un’effettiva apertura del mercato, la politica di liberalizzazioni dovrà inevitabilmente essere una sorta di work in progress; ma l’urgenza della crisi richiede di non indugiare e di attuare gli interventi di immediata applicazione”. Tuttavia, “non vanno sottovalutati i costi sociali sottesi, nel brevissimo periodo, alle liberalizzazioni”. Proprio per questo l’Antitrust sollecita istituzioni e forze politiche a farsi garanti dell’equità sociale e a facilitare nuove opportunità di lavoro “per i soggetti che a causa dei complessi processi di ristrutturazione economica, lo hanno perduto o corrono il rischio di perderlo”.

M.N.