Marigliano, s’indaga sulla discarica di animali

Sono almeno tre le ipotesi che si stanno facendo strada sulla pietosa vicenda dei 74 cadaveri di animali  ritrovati nelle vicinanze di Marigliano. Un vero e proprio cimitero animale a cielo aperto. Corpi di cani, gatti, ma anche conigli e forse bovini, sono stati ritrovati tutti insieme, come se quella zona fosse stata adibita a discarica, ma ovviamente non è così. L’ipotesi meno accreditata, smentita sia dalle autorità che dal sindaco Antonio Sodano, è quella che attribuisce la tragica scoperta a ipotetiche “esercitazioni camorristiche”, una specie di prova di coraggio che imporrebbe a chi decide di entrare a far parte della malavita organizzata di provare il proprio coraggio uccidendo uno o più animali. “Sono barbarie che si effettuavano nell’800” ha dichiarato il primo cittadino, secondo quanto riportato dal sito Il mediano.

A quanto pare  non esistono tracce di violenze perpetuate ai danni dei poveri animali morti, se non per alcune piccole ferite atte, forse, a recuperare il microchip. E proprio da qui deriva una seconda ipotesi. Qualcuno che opera nel campo degli animali randagi, qualcuno senza scrupoli che, per intascare i soldi del comune destinati al mantenimento degli stessi, cerchi di far risultare ancora vivi i cani a cui era stato inserito il microchip. Un’ipotesi che però non ha trovato ancora conferme e che tra l’altro varrebbe solo per i cani. Né  per i  gatti, né per gli animali da reddito come i conigli è infatti obbligatorio l’impianto del microchip. Inoltre, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa specializzata Geapress, che cita fonti dei Carabinieri, in alcune carcasse di cani i microchip sarebbero comunque stati trovati, orientando così le indagini un una determinata direzione.

Una terza ipotesi, ben spiegata sul Mattino di Napoli e che è forse la più semplice di tutte, è quella che indicherebbe una discarica abusiva atta semplicemente a far risparmiare soldi, molti soldi, utilizzata ed utilizzabile da soggetti differenziati. Lo smaltimento dei “rifiuti speciali” (così sono classificati i cadaveri di animali) è una procedura piuttosto costosa. Esistono in questo senso aziende che apposite che si occupano di tali pratiche, che però, appunto, data la loro complessità hanno un certo costo. Difficile per ora stabilire quale sia la strada giusta, anche in ragione del fatto che la verità potrebbe risiedere in un incrocio tra queste e (magari anche) altre ipotesi.

A.S.