Americano condannato a morte in Iran: è una spia della Cia

La condanna a morte – Un ragazzo di origini americane di 28 anni è stato accusato dal Tribunale di Teheran di spionaggio e condannato a morte. Si stratta di Amir Mirzai Hekmati un ex marine americano con la cittadinanza iraniana, nato negli Stati Uniti da una famiglia di iraniani immigrati. Secondo la famiglia il giovane si era recato in Iran solo per visitare le nonne.

La confessione – Il 18 dicembre scorso il volto del ragazzo è apparso nella televisione di stato iraniana confessando di essere stato inviato dalla Cia per infiltrarsi nel ministreo dell’intelligence iraniano. Secondo i media iraniani, prima di essere mandato a Teheran, il marine era stato inviato nella base aerea Usa di Bagram, in Afghanistan, dove era stato informato sui segreti di Stato iraniani. Hekmati è stato “condannato per a morte per aver collaborato con una nazione ostile, adesione alla Cia e per aver tentato di coinvolgere l’Iran nel terrorismo”.

False accuse – Il portavoce del consiglio nazionale del consiglio di sicurezza degli Stati Uniti, Tommy Vietor, afferma che si tratta di false accuse. “Lavoreremo con i nostri partner – ha affermato il portavoce degli Stati Uniti – per trasmettere la nostra condanna al governo iraniano“. Il regime iraniano “ha una storia di accuse false a persone considerate spie e che vengono costrette a confessare, e anche una storia di arresti di cittadini americani per questioni politiche”.

Michela Santini