Disastro Rena, i pezzi della nave portati a riva dal mare

E’ stata riaperta da poco la spiaggia di Waihi, quella più vicina alla zona  in cui la pontacontainer Rena, incagliata sulla barriera corallina dal cinque ottobre scorso,  poche ore fa si è spezzata in due a causa di una violenta tempesta che ha generato onde alte più di sei metri. Le autorità sono intervenute immediatamente, ma le condizioni del mare non hanno certo aiutato le operazioni di recupero dei container e dei detriti,  che con tutta probabilità consistono in parti della stessa Rena.  Il ministro dei Trasporti, Gerry Brownlee, ha spiegato che la spiaggia era stata chiusa al pubblico perchè “era piuttosto facile rimanere feriti”.

Le autorità hanno messo in piedi anche una zona di esclusione dalla navigazione, che si estende per circa tre miglia dal punto in cui la Rena si è spaccata a metà, ma le condizioni del vento, che cambiano continuamente, potrebbero imporre un aggiornamento della grandezza della suddetta zona. E’ probabile infatti una sua estensione nelle prossime ore. Intanto quintali di detriti verranno probabilmente portati a riva dalle onde, approdando sulle rive di parte della  Baia di Plenty. Le istituzioni hanno avvisato la popolazione di non avvicinarsi agli stessi, per questioni di salute pubblica, precisando però che la maggior parte di loro, o sono già stati, o verranno recuperati prima che riescano a raggiungere la costa.

Un testimone ha riferito alle autorità di aver visto almeno quattro container galleggiare in mare, sbattuti qui e là dalle onde più altri tre arenatisi in spiaggia. Stesso destino per diverse centinaia di sacchi, (anch’essi in parte giunti a riva). Questi ultimi dovrebbero contenere latte in polvere. Il capo consigliere della Baia di Plenty  ha diramato un comunicato attraverso il quale ha spiegato che sarebbe meglio evitare la navigazione anche  al di fuori della zona proibita e, ove vi sia reale necessità di farlo, di utilizzare comunque  estrema prudenza.

Al momento le operazioni di recupero dei container rimasti sulla nave appaiono bloccate. Matt Watson, un portavoce della Svitzer Salvage, responsabile delle operazioni atte a limitare i danni del disastro, ha dichiarato al New Zeland Herald che “attualmente è troppo pericoloso imbarcarsi in un’operazione simile, c’è il rischio reale che la parte posteriore della Rena affondi con tutto il suo carico. E’ necessario aspettare che il mare si calmi”.

A.S.