“Il nome della rosa”: mercoledì in libreria l’edizione “corretta e riveduta”

Probabilmente è il romanzo italiano più conosciuto al mondo e lo dimostrano le oltre 30 milioni di copie vendute e i 49 paesi in cui è stato tradotto. Sono passati appena 32 anni dalla sua pubblicazione – era il 1980 – e Il nome della rosa continua ad essere uno dei long-seller più amati, letti e discussi. Così Umberto Eco ha deciso di riproporlo in un’edizione “corretta e riveduta”, che mercoledì 11 gennaio arriva in libreria pubblicata da Bompiani, in un corposo esemplare di 630 pagine acquistabile per 16 euro.

Edizione user friendly? – La notizia di questa nuova edizione del classicone contemporaneo nostrano era uscita ad agosto e da subito era germogliata una vivace discussione a riguardo. Si era detto che in occasione dei suoi ottant’anni – Eco ha spento le candeline lo scorso 5 gennaio -, l’autore de Il pendolo di Foucault e Il cimitero di Praga avrebbe riproposto il suo celebre romanzo d’esordio in una versione “semplificata”, anche e soprattutto sotto il profilo linguistico, più adatta ai giovani lettori. Pare si tratti in realtà di considerazioni un po’ fantasiose che hanno cominciato a circolare in Francia, dove tra l’altro questa nuova edizione de Il nome della rosa verrà pubblicata il 25 gennaio dall’editore Grasset.

Soltanto “sparse modificazioni” – Ovviamente quando è cominciata a circolare la notizia di questo intento di semplificazione operato dal semiologo, un po’ ovunque i lettori hanno incominciato a storcere il naso, soprattutto i giovani che avrebbero dovuto beneficiare di questo accorgimento stilistico, quasi a dover ammettere tacitamente la propria incapacità di lettura. Da lì a prevedere un romanzo rivisitato per renderlo “alla portata di tutti” il passo è stato breve, perciò non è mancata la reazione offesa del pubblico, sdegnato per questo indesiderato aiuto arrivato dallo scrittore. Ora che la nuova edizione è pronta per il suo “esordio” in libreria, Eco ha voluto però precisare in questa versione del romanzo, “le varie e sparse modificazioni non ne mutano né la struttura narrativa né lo stile“. Che stiano dunque tranquilli i lettori, perché la loro competenza non sarà messa in discussione da un’edizione semplificata ed epurata dei termini e dei passaggi più ostici. D’altronde ogni autore ha il diritto e il dovere di tornare sulle proprie opere e finché possibile perfezionarle, così come ogni lettore ha il diritto e il dovere di decidere se leggere o meno, sia che l’opera in questione sia particolarmente “difficile” o semplicemente noiosa. In ogni caso Il nome della rosa dopo 32 anni riesce nell’intento di far ancora parlare di sé e non solamente per il suo indiscusso valore letterario.

(Fonte Adnkronos)

Andrea Camillo