Protesi al seno difettose: prime sostituzioni in Italia

Il governo stabilirà un protocollo per rimborsare la sostituzione delle protesi pip. Dopo lo scandalo sulle protesi al seno prodotte dall’azienda francese Poly implant prothesè, è partita la corsa alla sostituzione delle protesi Pip soggette a maggior rischio di rottura e irritazioni e potenzialmente cancerogene. Alcune donne italiane che le avevano ricevute tra il 2001 e l’ aprile del 2010, data in qui è avvenuto il ritiro dal mercato, hanno scelto di cambiarle. Il governo rimborserà circa 3 mila cittadine che si erano affidate al servizio pubblico e sta valutando di farlo anche per le clienti delle cliniche private. Non è ancora stato stabilito un protocollo preciso per le pratiche di sostituzione e i rimborsi. Indispensabile rivolgersi al proprio chirurgo o ad uno specialista prima di decidere se procedere alla rimozione e alla sostituzione: I segnali di eventuali problemi  sono rappresentati da cambio di forma e dimensioni della mammella, arrossamenti o dolore.

Avviate le prime rimozioni, il caso si estende agli uomini. Tra le migliaia di donne italiane allarmate dall’avere impiantate le protesi pip, molte sono già ricorse all’intervento di rimozione. C’è il caso di una donna a cui erano state impiantate nel 2007 per ricostruire il seno dopo un intervento per carcinoma e che lo scorso dicembre le ha volute rimuovere. Ma non è l’unica, molti chirurghi hanno ricevuto la medesima richiesta da pazienti operate negli anni scorsi per motivi di salute o di estetica. Il caso inoltre si allarga anche agli uomini. La società francese ha infatti prodotto protesi al silicone anche per il sesso maschile: in particolare, quelle testicolari sono state utilizzate per i pazienti sottoposti a rimozione o malformazione a causa di cancro, mentre quelle per petto e natiche per motivi estetici.

Adriana Ruggeri