Guantanamo 10 anni dopo: Tra promesse e proteste

Prigionieri di Guantanamo. Guantanamo compie dieci anni di attività, nonostante la promessa elettorale dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di chiuderlo. Il campo di prigionia venne aperto a Cuba l’11 gennaio 2002 dall’amministrazione Bush nell’ambito della guerra al terrorismo e, da subito, furono sollevati molti dubbi e polemiche circa la sua legittimità. I “prigionieri di Guantanamo” non sono mai stati giuridicamente classificati come detenuti di guerra e, di conseguenza, non hanno mai goduto dei diritti  garantiti  dalla Convenzione di Ginevra. I reclusi non sono mai stati considerati neanche imputati di reati ordinari ma, semplicemente, detainees, vale a dire detenuti senza alcuna garanzia giuridica e, di conseguenza, non aventi diritto a un processo. Questo stato di cose ha permesso che Guantanamo fosse tristemente conosciuto negli anni come un luogo di tortura e di sistematica violazione dei diritti umani.

Piccoli passi. Anche se il campo di prigionia di Guantanamo è tuttora operativo, qualcosa sta cambiando. A un anno dalla sua elezione, Barack Obama ha firmato l’ordine di chiusura del carcere che, tuttavia, è ancora operativo, probabilmente perché alcuni degli ex di Guantanamo sono poi ricomparsi come protagonisti del terrorismo internazionale.  Il trattamento dei prigionieri di guerra però, negli ultimi anni è migliorato dato che non sono più completamente isolati dal mondo, ma hanno accesso a giornali e televisione e possono anche fare alcune telefonate. Il numero dei detenuti poi, si è ridotto notevolmente dato che Guantanamo può contenere 800 prigionieri, ma oggi se ne contano solo 172.

Non basta. Nonostante gli oggettivi passi in avanti rispetto ai tempi dell’amministrazione Bush, le organizzazioni a tutela dei diritti civili non sono assolutamente soddisfatte e reclamano l’immediata chiusura del campo. A tal fine, in questi giorni si svolgeranno diverse manifestazioni di protesta in tutto il mondo per la chiusura del campo di Guantanamo, protesta che avverrà anche all’interno dello stesso penitenziario dove alcuni prigionieri faranno lo sciopero della fame mentre altri non dormiranno nelle proprie celle, ma in altre aree della struttura. Il pensiero di tutti coloro che lottano per la chiusura della prigione “antiterroristi” può essere ben esemplificato nelle parole di Rob Freer, di Amnesty International:«Guantanamo rappresenta 10 anni di mancato rispetto dei diritti umani da parte degli Stati Uniti».

Giovanna Fraccalvieri