Licenziata perché accettava le mance

Autostrada del Brennero – L’addetta alle pulizie ai bagni delle aree di servizio della statale A22 è stata licenziata perché accettava le mance dei clienti. La società che l’aveva assunta, all’atto della firma del contratto nel 2007, le aveva fatto sottoscrivere anche una clausola che vietava, nero su bianco, di “esporre tavoli, sedie, banchi e qualsiasi supporto per la raccolta di mance”.

Ordine di servizio – Successivamente nell’anno 2008, era arrivata anche una comunicazione in cui si specificava che ai dipendenti era fatto divieto di chiedere denaro, pena una sanzione variabile dai 500 fino ad arrivare ai 5.000 euro. Perciò a fronte delle prove che la dipendente aveva accettato nel tempo offerte di denaro, l’azienda ha deciso di licenziarla.

Si è difesa affermando di non aver chiesto niente – La donna però ha già annunciato che farà ricorso, in quanto non ha mai espressamente chiesto denaro a nessuno, le è stato lasciato a libero arbitrio dai clienti, che sono ormai abituati a tale consuetudine, e ai quali non si può certo impedire di farlo. L’avvocato della donna sostiene che nessun datore di lavoro può impedire che un proprio dipendente accetti dei riconoscimenti in denaro, tutt’al più può pretendere di ripartire gli importi, ma sicuramente non licenziare una persona adducendo quella causa.

Marta Lock