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Romania: Corte Costituzionale boccia l’ammazza-randagi

Romania, ammazza-randagi bocciata. Una decisione che sulla sua pagina facebook Sara Turetta, presidente di Save the Dogs, non ha esitato a definire un vero e proprio colpo di scena. La recente legge cosiddetta ammazza-randagi, che di fatto dava potere ai singoli sindaci di decidere se sopprimere i cani randagi o meno, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale, che l’ha rimandata al Parlamento, dove sarà ora oggetto di sostanziali modifiche. La legge, riferisce ancora l’associazione che  per prima si è occupata del problema randagismo in Romania, conseguenza più o meno diretta dell’urbanizzazione voluta da Ceausescu, è stata oggetto di ricorso in Corte Costituzionale dai molti parlamentari contrari.

Pur in modo combattuto però,  la norma era passata. Fortemente voluta dal Presidente Traian Basescu e dal Ministro Udrea, la legge dovrà ora essere rivista. “La decisione della Corte Costituzionale- riporta il sito di Save the Dogs – rappresenta un precedente di importanza strategica che non potrà più essere ignorato dalle Commissioni che riprenderanno in mano la materia”. Al momento della sua approvazione l’ammazza-randagi fu fortemente criticata dagli animalisti di tutto il mondo. Alle istituzioni romene giunsero infatti decine di migliaia di lettere di protesta, che però non servirono a modificare la decisione presa. Per l’Italia si mosse addirittura l’ex ministro degli esteri Frattini, che però rimase anch’egli inascoltato.

In Romania i cani randagi sono alcuni milioni. Il miglior metodo per combattere questo fenomeno sarebbe “un piano di prevenzione e che comprenda la creazione di un’anagrafe canina e la sterilizzazione obbligatoria dei cani randagi e di proprietà”.  Richiesta questa fatta a gran voce e da diversi anni dalle associazioni di settore presenti sul territorio, ma puntualmente respinta. Da domani, probabilmente – conclude Save  the Dogs – il Governo romeno dovrà  tenerne conto.

A.S.