La Camera salva Cosentino. Il no all’arresto prevale di 11 voti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:11

Il voto – La Camera ha detto il suo no alla richiesta di arresto per Nicola Cosentino, accusato di essere il referente del clan dei casalesi.
L’esito della votazione ha visto uno scarto di soli 11 voti, 309 i no contro i 298 sì.
Il voto ha avuto scrutinio segreto, ma a quanto pare sono stati decisivi i voti dei Radicali mentre la Lega si è praticamente divisa in due.
Subito dopo il voto i colleghi del Pdl si sono alzati e si sono diretti verso l’accusato, lungo abbraccio tra Cosentino e Alfonso Papa.
Sono vittima di un trattamento ingiusto e di un’aggressione mediatica, politica e giudiziaria. Non ringrazio la Lega, ma il Parlamento per un dibattito proficuo e approfondito“, è stato il commento di Cosentino.

Le reazioni – Soddisfazione nel Pdl, che era riuscita anche ad ottenere lo scrutinio segreto del voto. ”Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. È una decisione giusta, in linea con la Costituzione. Il processo continuerà regolarmente e senza intoppi e il parlamentare lo affronterà da uomo libero come è giusto che sia”, è stato il commento di Silvio Berlusconi.
Dall’Udc Casini fa sapere: ”Per me è un errore politico, ma ovviamente è legittimo“.
Mentre Bersani se la prende direttamente con la Lega: “Chiedere alla Lega. Adesso la Lega lo spiegherà“.
Dal punto di vista numerico i Radicali sono stati determinanti quindi non posso che sottolineare ancora una volta la scorrettezza del loro comportamento“, è stata invece la reazione del presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi.
”Ovviamente non c’è alcun nesso tra la decisione della Consulta e quella dell’Aula entrambe sono pienamente legittime, ma ho l’impressione che l’indignazione popolare contro le Istituzioni sarà fortissima perché esse appaiono capaci di difendere l’indifendibile, sia il Porcellum o l’impunità di un deputato”, è quanto ha detto Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà.
Duro il commento di Sel: “Un ulteriore ombra su un Parlamento privo di legittimazione. Mi vergogno, è la prova che la legge non è uguale per tutti“, ha detto Nichi Vendolam mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi attacca: “Con il voto di oggi il Parlamento ha sancito che la legge non è uguale per tutti e che per i potenti non valgono le stesse regole che valgono per i cittadini. Il voto che salva Cosentino dall’arresto è un colpo fortissimo alla democrazia, alla giustizia e demolisce ogni residuo di fiducia dei cittadini nel Parlamento“.

Matteo Oliviero