Sei piccoli panda alla conquista della libertà

Una vita in cattività – Sei giovani panda hanno iniziato a percorrere ieri il difficile cammino che li condurrà verso la libertà; gli esemplari hanno un età compresa tra i 2 ed i 4 anni e fino a questo momento non hanno conosciuto altro che la cattività nella quale sono nati e cresciuti. Gli studiosi hanno selezionato con attenzione i fortunati ai quali offrire l’occasione di tornare nel proprio habitat naturale perché coscienti delle difficoltà fisiche e psicologiche che gli animali avrebbero dovuto affrontare per potersi adattare ad un nuovo ambiente selvatico e sconosciuto.

Inserimento graduale – E’ stato così ideato un programma che rendesse l’inserimento dei panda in natura il meno traumatico possibile. Per i primi due mesi i giovani esemplari stanzieranno in una speciale area recintata all’interno della quale dovranno iniziare ad adattarsi alla vita silvestre e dove i contatti con gli uomini saranno progressivamente ridotti. Dopodiché gli animali verranno trasferiti in un nuovo luogo recintato ed ancor più selvaggio,dove imparare a sopravvivere autonomamente, per poi conoscere finalmente il proprio habitat naturale. In questo periodo di adattamento i sei verranno monitorati a distanza dai veterinari che ne terranno sotto controllo progressi e condizioni di salute.

Censimento – Ad oggi, si stima che nel mondo siano rimasti poco meno di 2mila esemplari di panda, 1600 dei quali vivono in libertà (prevalentemente nella regione cinese del Sichuan) ed altri 312 in cattività. Appena due settimane fa il governo cinese ha dato il via al nuovo censimento decennale della popolazione nazionale di panda; l’indagine impiegherà per due anni migliaia di scienziati a volontari, tra cui oltre cento persone incaricate di individuare i singoli esemplari tra le montagne del Sichuan, dello Shaanxi e del Ganshu. I primi risultati sono attesi alla fine del 2013.

Rischio estinzione – Ma quali sono le ragioni che hanno condotto i panda al “rischio estinzione”? La causa è sostanzialmente una e consiste nella corsa della Cina verso l’industrializzazione e la crescita economica. La diretta conseguenza di questa scelta economico-industriale è stata la riduzione degli habitat naturali dei panda con la conseguente impossibilità degli animali di spostarsi per cercare nuovo cibo, ossia i delicati e ormai rari germogli di bambù di cui si nutrono. Fortunatamente dal 1980 ad oggi il governo ha istituito 60 riserve naturali per i panda ed ha speso sempre impegno per sensibilizzare la popolazione sulle tematiche ambientali.

Irene Lorenzini