Strage a Trapani: famiglia sterminata

Ha creato un forno crematorio – Il 40enne siciliano, disoccupato, esasperato dai continui rifiuti della ex moglie alle sue ripetute richieste di tornare insieme, ha deciso di farla finita e all’apice della follia, alle tre del mattino di mercoledì ha chiuso in una stanza dell’appartamento, situato al quinto piano di un condominio nel centro di Trapani, la moglie, anche lei quarantenne, la figlia di otto anni, il cognato disabile e la suocera, ha cosparso l’appartamento di materiale infiammabile, ha appiccato il fuoco, dopodiché ha dato l’allarme e si è suicidato lanciandosi dal balcone.

Corpi carbonizzati – Quando sono giunti i vigili del fuoco, hanno provveduto immediatamente allo sgombero del palazzo e successivamente a domare le fiamme, quando finalmente sono riusciti ad accedere a quel che resta dell’appartamento si sono resi conto della tragedia: hanno trovato i corpi carbonizzati dei familiari di Pietro Fiorentino. Secondo i primi accertamenti la ex moglie dell’uomo, Stefania Mighali sarebbe stata accoltellata prima di essere bruciata nella stanza insieme agli altri.

Liti continue – Secondo i vicini l’uomo non si voleva rassegnare alla fine del matrimonio e continuava a frequentare la casa, provocando continue liti, al punto da spingere la donna a denunciarlo per stalking, azione che però non aveva ancora compiuto, stando alle dichiarazioni dei carabinieri, ai quali non risulta nessuna denuncia. Fiorentino, che si arrangiava come poteva con lavori occasionali, era in difficoltà economiche e faceva continue richieste di denaro alla moglie, che affittava le stanze del suo grande appartamento ad anziani, trasformandolo di fatto in casa di accoglienza e che rendeva la sua condizione economica di molto migliore rispetto a quella dell’ex marito. Fortunatamente in questi giorni non c’erano ospiti nell’appartamento.

Marta Lock