Tesoro, Bot: bene la domanda e giù i rendimenti. La Bce lascia i tassi invariati

Nell’asta di oggi il Tesoro ha collocato tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi con scadenza gennaio 2013, con i rendimenti in caduta libera dal 5,952% dell’ultima asta al 2,735% di stamane. Collocati anche 3,5 miliardi di Bot semestrali con il tasso in netto calo all’1,644% dal precedente 3,251%.
In totale sono stati venduti tutti i 12 miliardi di euro di Bot a sei mesi e ad un anno. La domanda per i titoli annuali è risultata in leggero calo rispetto all’ultima asta, 1,47 volte contro 1,92 di dicembre, mentre il rapporto bid-to-cover, il rapporto tra l’ammontare totale della domanda e l’effettiva emissione, o anche il rapporto tra il numero di richieste pervenute e quelle realmente soddisfatte, per i Bot semestrali è salito a 1,85 da 1,7 del collocamento di dicembre. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, in concomitanza con l’asta di titoli di Stato italiani, è calato a 474,5 punti, con un rendimento assestatosi al 6,6%. Reazione più che positiva per Piazza Affari e le piazze europee, in generale.

Successo anche in Spagna. Anche Madrid ha visto un successo della domanda di titoli di Stato spagnoli all’asta odierna, con rendimenti in deciso calo. La Spagna ha collocato 9,98 miliardi di bond a tre, quattro e cinque anni contro un target di 5 miliardi.

Le Borse. Decisa ripresa per Piazza Affari, con le banche euforiche dopo il buon esito dell’asta sui Bot. Il Ftse Mib segna un rialzo del 3% a 15.329 punti. Spiccano Unicredit (+10,01%), grazie anche all’ipotesi Kazakistan, con i diritti sull’aumento in crescita del 36,47%, ed Mps, +9,9%. Sempre fermenti in casa Fonsai (+4,88%) e positiva anche Unipol (+0,8%).
Non sono rimaste a guardare le altre le principali borse europee sull’onda dell’esito positivo delle aste dei titoli di Stato di Italia e Spagna. A parte Londra (+0,3%), Zurigo (+0,4%) ed Amsterdam (+0,3%), gli indici delle altre borse salgono di oltre l’1%, In ripresa i bancari: spiccano, infatti, il colosso finanziario olandese Ing (+4,7%), Barclays (+4,23%) a Londra e Bnp Paribas (+4,53%) a Parigi.

Bce: tassi fermi.
 Il Consiglio direttivo della Bce presieduto da Mario Draghi ha deciso di mantenere invariato all’1% il tasso di riferimento principale dell’eurozona. Come atteso, la Banca centrale europea ha quindi lasciato invariato anche il tasso marginale all’1,75% e quello sui depositi allo 0,25% 

M.N.