Dopo il no della Consulta Napolitano preme per una nuova legge elettorale

La nota del Quirinale – La Corte Costituzionale ha bocciato i due quesiti referendari presentati dai comitati e accompagnati da più di un milione di firme. I due quesiti sono stati giudicati inammissibili, ma la Consulta ha comunque ribadito la necessità di cambiare la legge elettorale vigente, il cosiddetto Porcellum.
Sulla stessa linea anche il Colle, in una nuova fase politica è importante maggiore attenzione alla riforma elettorale, anche se per il momento l’attenzione è dedicata interamente al settore economico.
Non è la prima volta che Napolitano sottolinea la necessità di tornare al voto di preferenza, unire nuovamente quel legame tra eletto ed elettore, caposaldo di ogni democrazia.
Un diverso meccanismo elettorale è necessario per determinare un ritorno di fiducia. L’attuale sistema ha interrotto un rapporto che esisteva fra elettore ed eletto. Non voglio idoleggiare sistemi elettorali del passato, ma solo dire che prima c’era un collegamento più diretto“, ha detto il Presidente della Repubblica.

Una nuova legge – Quello che è certo, è che sarà un’impresa titanica mettere d’accordo tutti i partiti su una nuova legge elettorale. Sono tutti consapevoli della necessità di cambiarla, ma come? Ogni partito ha una propria proposta.
Il Pdl, ad esempio, e più in particolare Berlusconi ieri ha definito il Porcellum una buona legge, anche se con qualche punto da cambiare.
Bossi invece ha detto che “per una nuova legge ci vuole tempo, se si andrà al voto si andrà con l’attuale legge”.
Il Pd ha riunito i capigruppo per studiare una nuova legge elettorale. Stesso parere anche per Bocchino di Fli.
Riuscirà Monti a mettere tutti d’accordo?

Matteo Oliviero