Ultrabook e Phablet: il futuro dell’elettronica

Ultrabook, phablet – “Di questo passo dove arriveremo?” è il commento disincantato di molti utenti. I media convergenti, ovvero quelli che racchiudono in sè funzioni appartenenti ad altri apparati elettronici, stanno prendendo sempre più piede e dovremo abituarci a termini quali Ultrabook e Phablet. Gli Ultrabook sono la naturale evoluzione dei notebook: avete presenti le dimensioni del MacBook Air, così sottile e leggero? Ecco, Intel ha colto la palla al balzo e ha coniato (e registrato) il nome Ultrabook per i suoi prossimi computer portatili.

Phablet e molto altro – Il nome Phablet invece è una crasi tra i termini “phone” e “tablet”. Si individuano con questo curioso nome tutti quegli apparecchi di telefonia (vedi il recente Samsung Galaxy Note) con caratteristiche a metà tra quelle di un telefono (o sarebbe meglio dire di uno smartphone) e di un tablet. Possibilità di telefonare, collegarsi ad internet, seguire gli sviluppi del proprio social network preferito,  aggiornare la propria agenda: questo e molto altro tra le capacità di un phablet. “La convergenza tra device simili“, approfondisce Ujesh Desai, di Nvidia “ci sarà, ma solo nei prodotti nella fascia bassa del mercato. Molto più probabilmente si arriverà all’utilizzo integrato dei vari apparecchi connessi tra loro, sfruttandone le specificità: utilizzeremo il nostro pc di casa, più potente, attraverso il tablet, maneggevole, seduti sul divano e usando la televisione ad alta definizione come monitor”. Alla fine della fiera, le differenze risiederanno solo nella differenza di percezione da parte dell’utente finale.

R. A.