14 Gennaio: Abbiamo bisogno di “Tosca”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:35

Era il 14 Gennaio del 1900 quando la “Tosca”, splendida opera di Giacomo Puccini, venne rappresentata per la prima volta nella città di Roma. Le opere di Puccini sono fra le più tragiche ed intense: vanno a scavare all’interno delle debolezze del genere umano e portano alla luce la fragilità d’ogni individuo con prepotenza e crudezza. Non si riesce a credere che l’opera possa essere dura? Si pensa a determinati spettacoli come a degli obsoleti espedienti a cui si ricorre sporadicamente solo per incrementare un po’ la propria cultura (non senza annoiarsi un minimo)? Mai come oggi ci si dovrebbe ricredere.

Encomio dell’opera – In un giorno come questo cimentarsi in un encomio dell’opera, ancor prima che della “Tosca”, è il modo migliore di commemorare un evento tanto emblematico. L’opera ha a che fare con tutto tranne che con la noia. Può piacere o essere detestata, certo, ma che non ci si ostini a liquidare tale forma d’espressione artistica con troppa leggerezza. “Tosca” non è che una delle tante opere che andrebbero riscoperte; probabilmente si tratta dell’opera più umana, di quella in cui è più facile rispecchiarsi. Una storia d’amore passionale, irrazionale, cieco  si fa strada a gomitate all’interno di un clima politico difficile: quello della caduta della prima Repubblica Romana.

Tosca – Tosca è una donna gelosa, innamorata di Mario Cavaradossi, un pittore. La sua devozione sentimentale si mescola ad una storia di fratellanza e pietà empatica che coinvolge il suo uomo, preso dalla voglia di proteggere un detenuto fuggito da Castel Sant’Angelo. A prescindere da quale sia la trama di tale opera o da quanto meravigliosa possa suonare la musica che cotanto compositore ha deciso di donare alle nostre orecchie, è ben altro ciò che dovrebbe spingerci, oggi come oggi, a dirigerci verso l’opera e verso la “Tosca”. Il mondo evolve e progredisce, ma l’essere umano è rimasto, sotto molti punti di vista, sempre lo stesso. La scienza fa passi da gigante e abbiamo sempre più motivi di stupirci, ma a commuoverci sono sempre le stesse cose, quelle che vanno a solleticare i meccanismi primordiali del nostro essere. La gelosia di Tosca è la gelosia di ognuno di noi, la sua devozione amorosa potrebbe essere la risposta alle domande che ci echeggiano dentro: oggi più che mai, abbiamo bisogno di “Tosca”.

M.C.