Esplode la Lega; Maroni: vogliono cacciarmi dal partito

Le prime avvisaglie della tempesta che stava per abbattersi sul Carroccio si erano registrate già nel primo pomeriggio di ieri: da via Bellerio, infatti, cominciavano a trapelare indiscrezioni sulla volontà di Umberto Bossi di lanciare un inequivocabile segnale di sfiducia nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, reo di aver criticato la “libertà di coscienza” sul caso Cosentino concessa dal senatur ai deputati leghisti e che, alla conta dei voti, ha salvato dal carcere l’ex coordinatore campano del PdL.
La conferma della rottura, nell’aria da mesi, è infine arrivata – attraverso Facebook – per bocca dello stesso Maroni.

Maroni: vogliono farmi fuori – Intorno alle 23, con un post sulla sua pagina Facebook, il numero due del Carroccio ha confermato i provvedimenti assunti dagli organismi dirigenti leghisti per limitare l’azione politica dell’ex ministro.
“Mi hanno appena chiamato per comunicarmi che la segreteria nazionale ha deciso di impedirmi di tenere gli incontri pubblici già programmati in tutta la Lombardia. Non so perchè, nessuno me l’ha spiegato, sono stupefatto, mi viene da vomitare. Qualcuno vuole cacciarmi dalla Lega, ma io non mollo!”.
Lo sfogo di Maroni – subito ripreso da tutte le principali agenzie – ha scatenato un fiume di commenti dei suoi fedelissimi, pronti a chiedere addirittura la testa del senatur Umberto Bossi.
Fuori Bossi dalla Lega – si legge in un commento – e insieme a lui tutti quelli che si sono dimenticati per cosa siamo nati e per cosa siamo disposti a lottare fino alla fine”.

Il 22 in piazza: possibili contestazioni – L’esplosione delle tensioni interne alla Lega, tuttavia, sono solo il prevedibile epilogo di un confronto serrato che, ormai, dura da molti mesi; già in occasione del tradizionale raduno di Pontida della scorsa estate, infatti, i militanti leghisti esposero un enorme striscione con scritto “Maroni Presidente del Consiglio”, accogliendo freddamente le parole di Umberto Bossi, intenzionato a salvaguardare l’allora premier Silvio Berlusconi.
Anche oggi, d’altronde, è proprio il rapporto con Berlusconi uno degli elementi centrali dello scontro fra il senatur e la base del partito; la decisione di salvare Cosentino dal carcere grazie ai voti della Lega, infatti, ha permesso di rinsaldare l’alleanza con il Cavaliere che, però, sembra interessare ormai solo a Bossi, dato che la base “padana” del profondo nord ha deciso da tempo di farla finita con i bunga bunga e le leggi ad personam.
Un malessere che, a maggior ragione dopo la tentata epurazione dell’ex ministro degli Interni, potrebbe esplodere il 22 gennaio a Milano, in occasione della manifestazione convocata dalla Lega contro il governo Monti, che potrebbe trasformarsi in una contestazione a Bossi, per chiedere un congresso straordinario del partito e l’elezione di Maroni a segretario.

Mattia Nesti