Costa Concordia: Schettino fu invitato a risalire

Costa Concordia: Schettino invitato a risalire a bordo. Il comandante della Costa Concordia, la nave naufragata nelle acque dell’isola del Giglio dopo aver urtato uno scoglio di cui parrebbe non esserci traccia nelle carte nautiche sarebbe stato “invitato più volte a risalire” sulla nave dalla Guradia costiera; lo riferisce l’agenzia Ansa, che cita “fonti qualificate”.  Francesco Schettino fu invitato a risalire per coordinare le procedure di evacuazione.  Schettino avrebbe assicurato alla Guardia costiera che “sarebbe risalito”, ma questo “non è mai avvenuto”, scrive ancora l’Ansa.

Le accuse sulla manovra. Lo scafo della nave è stato squarciato per oltre 70 metri da uno spuntone di roccia. L’incidente sarebbe avvenuto a seguito di una manovra atta a passare vicino alla costa per “salutare” l’isola. Una pratica piuttosto consuetudinaria, secondo quanto riferito da diverse fonti. La manovra “suicida” sarebbe stata ordinata dallo stesso comandante. Una manovra che però viene difesa a spada tratta dal legale di Schettino, Bruno Leporatti. L’avvocato, riporta Quotidiano Nazionale,  ha spiegato che quella del comandante della Costa Concordia, è stata una manovra che ha salvato molte vite, compiuta con “straordinaria perizia nautica”.  Dalle accuse continua Leporatti, “viene dedotto un comportamento colposo che ha provocato l’apertura della falla, bisogna vedere se ciò è riscontrabile”. Intanto, dall’inchiesta condotta dal Pm Verusio, emergrebbe che al momento dell’urto la Concordia si trovava ad una distanza di soli 150 metri dalla costa. Troppo pochi per una nave di quelle dimensioni. Apparentemente solida la difesa di Schettino: “è stata una manovra di emergenza, avvicinarsi così tanto alla costa è stato l’unico modo per evitare che la nave affondasse in mare aperto”.

A.S.