Naufragio Concordia: salvato terzo superstite

Concordia, in salvo terzo superstite. E’ stato salvato dai Vigili del fuoco un terzo superstite rimasto intrappolato nella Costa Concordia naufragata vicino alla costa dell’isola del Giglio. Gli operatori di soccorso hanno lavorato una notte intera per riuscire a raggiungere Marrico Giampetroni, un membro dell’equipaggio le cui condizioni non sembrano destare nessuna preoccupazione. Le difficoltà dei soccorritori sono dovute alla gran quantità di materiale pericolante presente grossa nave, che si è rovesciata su sé stessa dopo aver urtato uno scoglio. Durante le ore notturne i Vigili del fuoco hanno tratto in salvo anche una coppia di coreani, che si trovata sulla Concordia in viaggio di nozze.

Ancora 40 dispersi.  Sono almeno una quarantina le persone di cui non si ha ancora  notizia. Le forze dell’ordine stanno verificando i nominativi assegnati ad ogni cabina della grossa nave turistica, per cercare di capire chi ancora manchi all’appello. Un lavoro lungo e difficile, svolto di pari passo alle ricerche dei sommozzatori. Inquietante l’ipotesi che qualche passeggero possa essere rimasto chiuso all’interno della propria cabina, a causa del blocco elettronico delle porte dovuto ai sistemi di sicurezza. Un’ipotesi comunque che non trova per ora alcun riscontro oggettivo.

Arrestato il Comandante. Ieri sera il comandante della Concordia,  Francesco Schettino, è stato tratto in arresto ed accompagnato in carcere di Grosseto.  Accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, su quest’ultima circostanza il comandante ha dichiarato di essere stato “tra gli ultimi” a lasciare la Concordia. Di diverso avviso il pm Verusio, titolare dell’inchiesta, secondo il quale Schettino “ha abbandonato la nave alle 23,30, quando c’erano ancora molte persone da portare in salvo”. Gravi anche le responsabilità ipotizzate sulla manovra precedente al disastro e sulla gestione dell’emergenza a bordo. La prima è stata ordinata dallo stesso comandante, che l’ha difesa sostenendo di aver “dovuto fare una scelta per favorire i soccorsi”.  La Concordia si è incagliata davanti all’isola del Giglio, dopo aver urtato uno sperone di roccia che, stando a quanto riferito dal comandante, non era segnalato sulle carte nautiche.

A.S.