Naufragio della Concordia criticato dai giornali esteri: “Imperizia e caos soccorsi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:27

Prime pagine mondiali – Il naufragio nave Concordia di Costa Crociere ha fatto il giro del mondo suscitando pesanti critiche nei media internazionali. Aveva a bordo turisti provenienti da tutto il mondo, 989 italiani, 569 tedeschi e 462 francesi, le quali testimonianze campeggiano sulle prime pagine dei giornali e siti esteri.

In Francia –  La storia della coppia di turisti francesi morti nella tragedia invade il sito “Le Parisien” ed è all’apertura di FRANCE24. “Era un si salvi chi può” ha racconta Gilbert ai quotidiani francesi, un superstite come tanti altri furioso per la disorganizzazione dei soccorsi a bordo.

Germania e Spagna – Sulla prima pagina ondine della tedesca Bild, si racconta invece la storia dei due sposini coreani tirati fuori dal relitto solo 24 ore dopo l’incidente, con l’immagine dei volti dei due giovani storditi e spaventati. La Spagna lamenta il fatto che non ci sia una lista dei dispersi, che le autorità non riescano ancora a capire le cause della tragedia, né se le vittime siano 3 o decine.

Gran Bretagna – La stampa britannica pubblica le immagini shock della Concordia, concentrandosi sulle colpe del capitano della nave accusato di omicidio colposo, naufragio e abbandono della nave. “Incredibili accuse sono emerse ieri sera, secondo cui il capitano della Costa Concordia ha abbandonato la nave tre ore e mezzo prima degli ultimi passeggeri e membri dell’equipaggio. Questi non sarebbero stati evacuati fino alle 3 del mattino ma Schettino avrebbe lasciato la nave alle 23.30”, attacca “the Indipendent”.

America – Con 129 americani a bordo, la Concordia arriva anche sulle prime pagine della stampa Usa che lamenta imperizia e confusione dei soccorsi. Grande spazio sul sito di “Cnn”: “I passeggeri descrivono il caos e il panico sulla nave che affondava”.
La rivista peruviana “El Comercio” racconta l’eroica storia di Humberto Moralas, dipendente storico della Costa Crociere che è tornato ben 3 volte sul relitto prima di mettersi in salvo. L’uomo racconta: “Noi dell’equipaggio siamo incaricati di calmare i passeggeri, è la prima cosa. Io sono rimasto fino alla fine. Dovevo aiutare i passeggeri nelle scialuppe e contarli. Ma erano così tanti che si perdeva il conto”.

Michela Santini

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