Primarie Usa, Santorum tenta il colpaccio in South Carolina

Ultraconservatore – Di certo, Rick Santorum è un candidato “particolare” per la corsa alla Casa Bianca. L’ex senatore della Pennsylvania si è sempre fatto notare, più che per le sue azioni politiche, per le sue idee particolarmente conservatrici, tra le quali, oltre ad un no deciso all’aborto e alle unioni gay, è da registrare anche la sua opinione dell’amore omosessuale, paragonato alla pedofilia e ai rapporti con gli animali. Forse anche per questo, gli stessi candidati repubblicani hanno preso poco sul serio la sua scesa in campo, fino a quando alla prima votazione, in Iowa, non si è classificato secondo, totalizzando otto schede in meno del superfavorito Mitt Romney. In New Hampshire Santorum ha perso un po’ di terreno, ma sabato prossimo, in South Carolina, le condizioni per una sua ottima prestazione ci sono tutte.

Scelta collettiva – La South Carolina ha infatti una forte presenza di cristiani evangelici all’interno dello Stato (nel 2008 erano stati il 60% dei votanti), e nel grande dibattito tenutosi oggi tra i centocinquanta leader evangelici dello Stato, il mormone Romney è stato bocciato, proprio in favore di Santorum, cattolico, ultraconservatore e molto più vicino quindi alle loro posizioni.

Previsioni in bilico – La notizia del sostegno di massa a Santorum rischia di sconvolgere i sondaggi realizzati fino a oggi. L’ultimo, diffuso da Reuters/Ipsos, dava Romney ancora vincitore, attestandogli un larghissimo 37% delle intenzioni di voto. Ron Paul e Santorum si attesterebbero al 16%, mentre all’ex speaker Newt Gingrich, dopo i due tracolli nelle prime due votazioni, viene assegnato un altro preoccupante 12%. Dati gli ultimi eventi, però, c’è il forte rischio che alcune percentuali subiscano dei consistenti cambiamenti.

Damiano Cristoforoni