Benzinai in guerra: scioperi a raffica

L’ipotesi della liberalizzazione – L’ipotesi della manovra prevista dal Governo Monti relativamente alla liberalizzazione della rete carburanti non è affatto piaciuta ai gestori delle stazioni di servizio né tantomeno ai sindacati di categoria. Perciò hanno organizzato uno sciopero su tutta la rete nazionale della durata di ben 7 giorni.  Il presidente nazionale della Figisc, l’associazione dei benzinai della rete ordinaria, e quello dell’Anisa Confcommercio, che riunisce quelli attivi sulla rete autostradale, hanno specificato che saranno comunicate a breve le date dello sciopero, e che comunque non sarà inferiore ai sette giorni annunciati.

Il progetto del Governo – Secondo il testo della manovra sulle liberalizzazioni, i distributori di carburante dovranno diventare multimarca, togliendo perciò il carattere di esclusività del marchio e rendendo i prezzi più competitivi vista la maggiore possibilità di scelta dei clienti. I due rappresentanti sindacali obiettano che questa proposta, se dovesse passare, causerebbe soltanto il rischio di espulsione dei gestori da parte delle aziende petrolifere alla scadenza dei contratti, rendendo loro la vita difficile.

Prezzi alti a causa delle accise – Secondo i presidenti delle due sigle sindacali, i prezzi alti del carburante sono la conseguenza dei continui aumenti delle accise decise dallo Stato, che incidono dell’80% sull’aumento dei prezzi e che hanno portato l’Italia a essere la nazione europea con il costo del carburante più alto in assoluto.

Marta Lock